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Strandberg: «La morte di mio fratello e tanti dispiaceri. Castori crede in me»

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Stefan Strandberg ha parlato del suo arrivo alla Salernitana e della sua personale ripresa dopo la morte del fratello

Stefan Strandberg, difensore norvegese della Salernitana, ha rilasciato un’intervista ai microfoni di TV2.

MORTE DEL FRATELLO«Non avevo forza o motivazioni, mi sentivo estremamente scarico. Ero stanco di tutto e ho passato molto tempo a pensare a cosa avrei dovuto fare in futuro. Proprio in quel momento, nonostante avessi smentito tutti, riuscendo a tornare in campo dopo tanti infortuni, ero così stanco che avevo l’idea di chiudere completamente con il calcio. È stato un momento estremamente difficile da affrontare mentalmente a causa di un misto di dispiaceri tra gli infortuni e la morte di mio fratello».

FAMIGLIA APPASSIONATA DI CALCIO«In Norvegia tutti vedono alla Premier League come campionato più prestigioso, mentre la mia famiglia è sempre stata fan della Serie A. Ho un altro fratello che ha tre figli: Dida, Nesta e Maldini. In Italia ho riscoperto l’amore per il calcio».

SALERNITANA – «Non sono quello che corre più veloce, né che ha la migliore elevazione. Chi è nello spogliatoio con me probabilmente nota alcune mie qualità che il normale tifoso, che beve birra e mangia salsicce sul divano, non vede. Molti allenatori che ho avuto, in seguito mi hanno cercato, come Castori. Credo sia una conferma che il mio contributo invisibile nello spogliatoio è apprezzato».

HAALAND E ODEGAARD «In primis siamo molto amici. Proprio per questo, sono sempre onesto con loro, anche duro se serve. Gli ho detto che sono dannatamente bravi, sono le nostre migliori individualità. Dunque, quando vengono in Nazionale, in quelle poche volte che stiamo insieme come gruppo, devono dare il massimo».