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Champions League

Super Champions League, Sconcerti: «Spazzerà via ogni idea di competitività»

Michele Ruotolo

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mario sconcerti

Mario Sconcerti nel suo consueto editoriale sul Corriere della Sera si scaglia molto duramente contro la proposta di riforma UEFA della Champions League a partire dal 2024

Durissimo attacco di Mario Sconcerti stamane alla nuova “Super Champions League”, ovvero la Champions League riformata che dovrebbe prendere il via a partire dal 2024. L’editorialista del Corriere della Sera si è così espresso nei confronti delle novità che la UEFA dovrebbe introdurre: «La cosa più probabile è che la nuova Champions si giocherà nel fine settimana. Questo sposterà i campionati nazionali al mercoledì. Tutto è rimediabile, ma le conseguenze sono molto chiare: il vero campionato sarebbe quello europeo; televisioni, sponsor, valore del marchio, aumenterebbero solo per le sue partite e le sue squadre. Il campionato nazionale perderebbe infinitamente valore. Questo renderebbe ricchissime le squadre già ricche e molto più povere le altre. Sarebbe spazzata via qualunque via di mezzo, qualunque idea di competitività diversa. Avremo inoltre un campionato con pochissimo valore tecnico».

«Le squadre impegnate in Champions sarebbero costrette a un turn over ampio, due-tre volte quello di adesso – ha continuato Sconcerti – . La povertà del campionato abbasserà la qualità dei giocatori in Nazionale e lo farà dovunque. Diventeranno migliori solo le nazioni che forniscono giocatori alle squadre da Champions. Gli italiani saranno ancora meno. È chiaro anche che le valanghe hanno sempre una buona ragione per cadere. E magari la gente apprezzerebbe la selezione. Ma c’è un buco nero in questo ragionamento. Giocare cento volte Juventus-Torino ha sempre un significato diverso. Giocare cento volte Juve-Porto sarà una cosa straniante. È difficile crescere escludendo gli altri. Stringi il mercato, causi sentimenti contrari che nel commercio sono poco augurabili. E quelli che si trovano fuori reagiscono, sono la nuova maggioranza dei clienti, gli hai dato tu numero e motivazioni. Le reazioni peseranno, diventeranno organizzate, cambieranno i presupposti. Stiamo trasformando una religione in una cosa politica. È la soluzione meno augurabile per vendere santini».

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