Tevez e Llorente, due mondi opposti in Europa: Conte ha trovato la soluzione all’astinenza dell’Apache

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JUVENTUS TEVEZ LLORENTE CHAMPIONS LEAGUE – «Tevez è il colpo dell’anno, un top player che consentirà alla Juventus di fare il salto di qualità in Europa. Llorente, invece, è un buon giocatore: potrà fare da rincalzo agli attaccanti titolari, ma nulla di più. E poi bisognerà vedere se sarà in grado di adattarsi agli schemi di Conte, tutt’altro che semplici per le ‘punte di peso’». Questi i pensieri condividi da opinionisti e tifosi il giorno dopo la chiusura del mercato. Ma, usando un’espressione tanto cara ad Antonio Conte, «a parlare sarà solamente il campo, tutto il resto conta poco»: e così è stato, perché a distanza di tre mesi le idee sui due nuovi attaccanti della Juventus sono totalmente cambiate.

TEVEZ – O meglio: Tevez non ha deluso, anzi, si è rivelato un campione dentro e fuori dal campo. A cui, però, manca qualcosa, quello che i tifosi bianconeri speravano potesse portare per ampliare gli orizzonti anche in campo europeo: la leadership nelle ‘notti di Champions’. Il rendimento in campionato è di tutto rispetto: sei gol in undici gare e tante ottime gare impreziosite dalla sua voglia di lottare su ogni pallone, ripiegando in fase difensiva quasi fino alla propria area di rigore.

EUROPA(NO)– Tutto bene, tranne in Europa, dove, ancora, non ha fatto la differenza. Lui, che con il Manchester United ha vinto una Champions League nel 2008 ed è arrivato in finale l’anno successivo, non segna un gol nella competizione stessa dal 7 aprile 2009: allora i ‘Red Devils’ pareggiarono per 2 a 2 contro il Porto. Poi, con il Manchester City, zero gol in Europa, tra Champions ed Europa League. 

STESSA STORIA – E la storia è proseguita anche con il suo arrivo a Torino: nelle prime quattro gare della fase a gironi, l’Apache non ha mai segnato. S’è fatto apprezzare per la ‘garra’, per la disposizione a sacrificarsi per i compagni e a lottare che tanto piace ai tifosi. Ma anche per una totale trasformazione: incredibilmente sprecone sottoporta, come a Copenaghen, dove ha fallito un occasione a tu per tu con l’estremo difensore ospite. 1673 giorni, 19 gare e 1335 minuti senza reti nelle notti europee: un bottino a dir poco misero. E se non fosse Tevez l’uomo giusto per il salto di qualità in Coppa?

SOLUZIONE – Beh, in tal caso Conte potrebbe comunque sorridere: la soluzione c’è ed è in casa. Si tratta, ovviamente, di Fernando Llorente: partito in sordina – alimentando le voci e i pensieri di chi difficilmente lo avrebbe visto a suo agio nel gioco del tecnico salentino – il centravanti basco si sta conquistando a suon di grandi prestazioni i galloni da titolare. In campionato, ma, soprattutto, anche in Europa: contro il Galatasaray il suo ingresso ha cambiato le sorti della gara, poi ribaltata dallo scatenato Quagliarella, mentre contro il Real Madrid è andato in gol sia al Bernabeu che allo Juventus Stadium. In avanti è un punto di riferimento: lotta, tiene palla e fa da sponda per i compagni, è abile dal punto di vista tecnico e, particolare non da poco, segna anche. Non averlo potuto inserire contro il Copenaghen per il ritardo nella condizione fisica resterà probabilmente uno dei rimpianti di Conte. Che, però, un po’ a sorpresa – o forse no? – ha trovato il suo bomber di Champions: e non è Carlos Tevez.