The Magic Box, il folletto che incantò l’Inghilterra

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Dagli anni d’oro al Chelsea al ritorno a casa: Gianfranco Zola

Nel calcio i ritorni non hanno mai convinto del tutto, ma i tifosi del Cagliari sperano nella classica eccezione che conferma la regola. In fondo non era facile risorgere dopo un pesante 5-0 subìto all’esordio in panchina e durante il primo match del 2015, ma lui è stato bravo a rimettere insieme i pezzi di una squadra che sembrava ormai distrutta visto anche il recente cammino negativo. E per Gianfranco Zola sono arrivati ieri i primi tre punti stagionali contro il Cesena, ottenuti al termine di 90′ di sofferenza ma affrontati con il coltello tra i denti. La sfida era considerata ardua già prima del suo arrivo in panchina, ma per uno che ha incantato l’Europa con le sue giocate nulla è impossibile. E così, dopo aver contribuito a riportare il club sardo nel calcio che conta quando era ancora lui a scendere in campo, The Magic Box è pronto a trascinare ancora una volta i rossoblu verso una salvezza che fino a pochi giorni fa sembrava una meta troppo lontana da raggiungere. Compito difficile e stimolante, ma che vuoi che sia per uno che ai tempi del Napoli ha raccolto l’eredità di un certo Diego Armando Maradona?

LA CARRIERAGianfranco Zola è nato a Oliena, in provincia di Nuoro, il 5 luglio 1966. Ha iniziato a giocare nelle giovanili del Corrasi prima di passare alla Nuorese nel 1984 e poi alla Torres dove tra il 1986 e il 1989 si rende protagonista prima in Serie C2 e poi in Serie C1 sfiorando la promozione in Serie B al termine dell’ultima stagione. Le sue prestazioni attirano inevitabilmente gli occhi delle grandi ed è Luciano Moggi a volerlo fortemente al Napoli che lo preleva nel 1989 per circa 2 miliardi di vecchie lire. Con la squadra azzurra il folletto sardo esordisce in Serie A già al primo anno siglando il suo primo gol contro l’Atalanta e contribuendo, al fianco di Diego Armando Maradona che lo accolse a braccia aperte già dai primi giorni, alla vittoria dello scudetto 1989/90 e della Supercoppa Italiana 1990. Dopo quattro stagioni, 136 presenze e 36 reti, nel 1993 Zola venne ceduto al Parma per 13 miliardi di lire per risanare la disastrosa situazione economica del club campano. E nelle tre stagioni e mezzo disputate con i ducali per il fantasista arrivano i primi successi europei grazie alle vittorie della Supercoppa e della Coppa Uefa vinta nel 1995. La svolta della carriera arriva però con il passaggio in Premier League. E’ il Chelsea a strapparlo ai gialloblu per una cifra di poco superiore ai 12 miliardi di lire. The Magic Box, soprannominato così dai tifosi inglesi, nelle sette stagioni passate con la maglia dei Blues riesce infatti a consacrarsi definitivamente collezionando 311 gettoni, 80 reti e vincendo due coppe d’Inghilterra, una coppa di Lega, una Community Shield, una Coppa delle Coppe e la sua seconda Supercoppa Uefa. Grazie alle sue giocate, Zola è riuscito ad incantare Stamford Bridge e indimenticabile fu la rete di tacco messa a segno contro il Norwich il 16 gennaio 2002. Dall’addio del 2003, inoltre, la sua maglia numero 25 non è stata mai più indossata da nessun giocatore del Chelsea nonostante non fosse mai stata ritirata ufficialmente.  Dopo l’avventura britannica l’attaccante sardo decise di far ritorno a casa e nelle due stagioni passate al Cagliari è riuscito a riportare il club rossoblu dalla Serie B alla massima serie annunciando poi il ritiro il 29 giugno 2005. Il trequartista, nel corso della sua carriera, ha inoltre disputato con la maglia dell’Italia 35 presenze riuscendo a siglare 10 reti. Il suo esordio in Nazionale risale al 13 novembre 1991, quando l’allore commissario tecnico Arrigo Sacchi decise di convocarlo per la sfida contro la Norvegia valida per le qualificazioni ad Euro 92 e terminata sul punteggio di 1-1.

IN ALTRE VESTI – Dopo l’addio al calcio giocato Gianfranco Zola ha affiancato il suo amico ed ex compagno Pierluigi Casiraghi diventando consulente tecnico dell’Under 21 azzurra. Nel 2008 per lui arriva l’occasione di mettersi in mostra in prima persona con il West Ham che gli affida la guida della squadra. Nei due anni sulla panchina londinese il tecnico sardo riesce a conquistare prima un nono posto e poi una salvezza che non serve però a convincere la dirigenza che decide di esonerarlo nonostante avesse ancora un anno di contratto. Dopo l’esperienza con la Nazionale Italiana Under 16, è il Watford di Pozzo a voler puntare su di lui con la squadra inglese che manca la promozione in Premier League per un soffio perdendo la finale play-off 2012/13 contro il Crystal Palace. E, dopo le dimissioni consegnate pochi mesi dopo, per l’ex fuoriclasse sardo è giunto il momento di rimettersi in gioco nell’ultimo club con la quale ha giocato. Il Cagliari ha deciso di affidargli le chiavi della squadra per il dopo Zeman e le premesse non possono che essere positive. Dopo aver fatto esultare la piazza rossoblu da giocatore The Magic Box è pronto a trascinare i suoi verso la salvezza. Un impresa già riuscita 10 anni fa.