Top & Flop della 28^ giornata

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TOP PLAYERS

Amauri – Ci voleva il Torino più sconclusionato di questo campionato (repentinamente a picco dopo il pari dei ducali) per rilanciare un attaccante dato dai più già per morto, assolto (dai tanti peccati calcistici commessi) e sepolto. L’italo-brasiliano, che quanto ad impegno non si è mai tirato indietro, ritrova anche la produttività offensiva, che poi sarebbe la dote più richiesta ad una punta; la stessa che, per inciso, alla Juventus hanno vanamente atteso per anni dopo aver speso una fortuna per strapparlo al Palermo (e alla concorrenza). Vabbè, il passato è acqua che non macina più: tre gol sono tanta roba e speriamo, per il Parma, non si sia trattato del solito canto del cigno.

Giaccherini – Al posto del cadaverico Asamoah post Coppa d’Africa, risolve in quindici minuti quindici, partita e campionato con un tiretto sbilenco che abbatte le resistenze dell’arroccatissimo Catania e la fumose speranze del Napoli, eterna opera incompiuta di Walter Mazzarri. L’anno scorso giocava di più, quest’anno con il contagocce: ad essere pignoli, gli avremmo garantito un minutaggio maggiore ma contestare Antonio Conte per un cavillo di siffatte microscopiche proporzioni (un po’ come quelle del medesimo Giaccherini), sarebbe ingeneroso. Avrà avuto i suoi motivi e a giudicare dai risultati, devono essere stati più che buoni.

Borja Valero – Continuiamo a chiederci come i top club italiani (e non solo) possano essere stati così miopi ed incompetenti da lasciarsi scappare l’occasione per prelevare a buon mercato questo fantastico centrocampista “universale” dal rantolante Villareal. Uno come lui che gioca con la medesima, nobile efficacia da “medianaccio” e da rifinitore, sarebbe servito come il pane ad Inter e Milan, tanto per dirne un paio (e pure al Napoli). Chapeu al bravo Daniele Pradè che ha imbroccato un “colpo” clamoroso, assicurandosi un giocatore di qualità assoluta. Rivedere il geniale “velo” in occasione del gol di Jovetic per credere.

Perez – Altro centrocampista di livello internazionale, probabilmente sottovalutato dagli “esperti” di mercato dei principali club nostrani: peccato solo abbia già accumulato quasi 33 primavere. Praticamente ovunque, argina con facilità irrisoria le deboli “cariche” della spuntatissima fanteria stramaccioniana fino all’assist per l’affondo di Gilardino che sprofonda (per l’appunto) la cervellotica Inter attuale, nell’ennesimo fallimento post Mourinho. Ad avercene come l’uruguaiano.

FLOP PLAYERS

Gargano – Emblema dello stato confusionale in cui si agita, vanamente, l’Inter di questi tempi. Non si riscatta Andrea Poli però si prende al suo posto questo uruguaiano che a Napoli ha dato abbondantemente il meglio di sé e che in nerazzurro appare il classico pesce fuor d’acqua. Non riesce a farsi valere neppure in termini di quantità; di qualità poi, manco a parlarne. Conclusione: il connazionale Perez se lo mangia con tutta la crespa capigliatura. Da rispedire al mittente?

De Sanctis – Le parole di fuoco sparse a piene mani durante la settimana gli si sono puntualmente ritorte contro. Molti lo danno per bollito e a giudicare dal modo in cui si fa infilare da Dramè e Thereau, sembrerebbe a ragione. Come sempre in questi casi, ci scappa pure una paratona (su Paloschi) quando ormai i buoi però sono già lontani anni luce dalla stalla. Altro problemino per Bigon: cercasi portiere all’altezza per la prossima stagione?

Maggio – Tutto il Napoli visto (si fa per dire) a Verona andrebbe compresso ed infilato nella categoria Flop, vista l’indecenza delle ultime prestazioni (Europa League inclusa). Dopo De Sanctis però, prendiamo anche Maggio ad esempio dello stato in cui vegeta la squadra di Mazzarri e mai verbo fu più appropriato per l’esterno destro che solo un anno fa incantava l’Europa. Ora vaga per il campo senza meta né costrutto, spendendo gli ultimi spiccioli della rendita accumulata. La medesima però, sta per finire e sarebbe ora di svegliarsi se, dopo la Nazionale, Maggio non vuole perdere anche il Napoli.

Icardi – Come da prassi, con i giovani di talento occorre più bastone che carota. Guai ad abbassare il livello di tolleranza o si rischia di bruciarli. Icardi non corre questo rischio con Delio Rossi ma necessità comunque di una “regolata” perché pomeriggi anonimi come quello in terra sarda, alla sua età non può permetterseli. Pochi palloni giocabili è vero ma tutti male impiegati ed una sensazione di abulia che deve aver colto anche il tecnico blucerchiato visto il cambio deciso dopo 2/3 di partita. Sveglia.