Giovinco: «3 mesi per convincere Conte»

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L’attaccante del Toronto sulla Serie A: «La Juventus ha qualcosa in più»

Il Toronto potrebbe passare inosservato se non fosse per Sebastian Giovinco, che viene puntualmente fermato per autografi e selfie. Criticato spesso in Italia, l’attaccante in una stagione ha conquistato la Major League Soccer: capocannoniere con 22 gol, ben 16 assist e titolo di Mvp. Un debutto straordinario per la Formica Atomica.

UN ALTRO MONDO – «L’ambientamento è sicuramente la parte più complicata del nostro lavoro e spesso non è immediato. Ecco, diciamo che mi ha sorpreso la velocità con cui sono riuscito a emergere. E’ un’esperienza da fare assolutamente e non soltanto perché per me è stato un anno favoloso. Si sta bene, non ci sono mai risultati scontati. Dunque, è un torneo spettacolare», ha dichiarato a La Gazzetta dello Sport. Giovinco, che ha riposato per due mesi e mezzo tra Caraibi e Torino, spera di portare il Toronto, fermatosi nella scorsa stagione al primo turno di playoff, più lontano. A proposito della formula dei playoff ha spiegato: «E’ un altro tipo di mentalità, però è divertente. Qui, poi, tutto lo sport Usa, non solo il soccer, vive per quelle settimane di playoff. Però da noi lascerei le cose come stanno. Meglio che ognuno mantenga le proprie tradizioni».

PROSPETTIVE FUTURE – Non gli manca nulla dell’Italia, fatta eccezione per «l’atmosfera, la tensione e l’adrenalina che senti prima di una gara importante…», ma nel futuro di Giovinco c’è ancora il Toronto: «Per il momento non ho alcuna intenzione di muovermi da qui». In Italia, dunque, vuole tornarci, ma solo per far visita ai parenti e per la Nazionale: «Qualcuno diceva che non ci sarei più tornato, invece qui ho fatto buone cose e sono stato richiamato. Il mister mi ha detto che non si pone limiti e dunque so che dipenderà da me meritarmi la convocazione. Il mister ha già le sue idee, ma tre mesi di tempo sono sufficienti per fare dei cambiamenti». Pare che Giovinco sia in ballottaggio con Simone Zaza e Ciro Immobile per un posto in vista degli Europei: «Meglio essere in discussione, del resto è un po’ la mia storia. E mi ha fortificato. Che posizione prediligo? Se ci sarò e giocherò, il mister mi farà fare la seconda punta», ha dichiarato l’attaccante, che poi ha concluso parlando del campionato italiano: «Conoscendo la forza della Juve, sapevo che si trattava solo di una falsa partenza, che sarebbe tornata su. Nessun dubbio che Napoli e Fiorentina sono quelle che giocano meglio. Nel calcio però conta soprattutto vincere e la Juve ha qualcosa in più rispetto alle altre».