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Omicidio Ciro Esposito, lo zio: «Giustizia è fatta, le amicizie non sono bastate»

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Per Daniele De Santis la Procura di Roma ha chiesto l’ergastolo

La morte di Ciro Esposito, tifoso napoletano ferito mortalmente il giorno della finale di Coppa Italia 2014 a Roma tra Napoli e Fiorentina, è ancora una cicatrice che non accenna a rimarginarsi. Anche e soprattutto visto il processo ancora aperto e che ieri ha subito una grossa svolta nell’aula bunker del carcere di Rebibbia, con le richieste della Procura per il carnefice Daniele De Santis di ergastolo e per altri due, colpevoli invece di rissa aggravata. Daniele De Santis, detto ‘Gastone’, a Roma era già noto alla giustizia per altri reati e attualmente si trova in carcere, assiste alle udienze su una barella a causa delle ferite alla gamba riportate negli scontri di via Tor di Quinto quel maledetto 3 maggio 2014. 

GIUSTIZIA E’ FATTA – Dopo le parole dell’avvocato della famiglia Esposito e della madre di Ciro, arrivano anche quelle di Vincenzo, zio dello sfortunato tifoso napoletano deceduto dopo 53 giorni di coma. «Il comportamento sprezzante di De Santis in aula conferma quello che ho sempre sostenuto – riporta il Corriere del Mezzogiorno -. Gastone, come lo chiamano a Roma, ha sempre goduto di qualche copertura che in passato gli ha consentito di uscire indenne da accuse e processi a cui è stato sottoposto. Pensava che anche questa volta avrebbe evitato il peggio ma si vede che le sue amicizie non hanno funzionato. Si è macchiato di parecchi reati e ne è sempre uscito pulito, ma questa volta è rimasto fregato: ogni tanto in questo Paese la giustizia funziona».