Verona Inter, così il treno Hakimi ha asfaltato il sistema di Juric – ANALISI TATTICA

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© foto www.imagephotoagency.it

L’uomo copertina di Verona Inter è stato senza dubbio Achraf Hakimi, le cui cavalcate nella ripresa hanno affondato il piano tattico di Juric

Da diverso tempo l’Inter non gioca una partita davvero brillante e convincente. Anche a Verona, come accaduto l’anno scorso, i nerazzurri hanno per larghi tratti del match sofferto l’intenso pressing a uomo di Juric, che ostacolava la risalita degli ospiti. E’ stata una partita abbastanza spezzettata, con grosse difficoltà da parte dell’Inter nel costruire chiare occasioni da gol. Alla fine, è però arrivato un successo importantissimo, soprattutto perché contemporaneo al crollo della Juventus.

Dal punto di vista tattico, Conte ha presentato delle novità rispetto al solito. Rispetto al solito 3-5-2, abbiamo visto l’Inter con una sorta di 3-4-1-2/3-4-2-1: doppio mediano Brozovic-Barella, con Perisic più alto e vicino a Lukaku e Lautaro. Per manomettere le marcature a uomo dell’Hellas, il piano gara dei nerazzurri era chiaro (e non troppo dissimile dal solito). Bisognava trovare il modo di lanciare per Lukaku: insieme a Lautaro, il belga doveva portare fuori posizione i difensori avversari, creando lo spazio per Perisic. Il croato doveva quindi aggredire la profondità.

Due esempi nella slide sopra.

Purtroppo per Conte, questo piano gara (molto ripetitivo e prevedibile) ha prodotto poco per essenzialmente due motivi: prima di tutto, Lukaku è meno brillante e dominante rispetto al solito. Magnani ha fatto un grande lavoro su di lui, recuperando spesso palla e vincendo i duelli individuali. Inoltre, il pressing veronese era come al solito aggressivo e organizzato, cercava la parità numerica contro mediani e difensori nerazzurri. L’Inter non riusciva a uscire in modo pulito e a trovare situazioni di palla scoperta, era quindi costretta tante volte al rinvio dal fondo. La manovra non si riusciva così a sviluppare.

L’Inter è ben pressata dal Verona. Brozovic e Barella hanno sempre l’uomo addosso.

Nella ripresa, i nerazzurri sono riusciti ad approfittare del calo d’intensità del Verona, sviluppando l’azione soprattutto a destra. E’ stata fondamentale la crescita di Hakimi, che ha avuto molto più spazio da attaccare rispetto al primo tempo, con l’Inter che è stata brava a servirlo in situazioni dinamiche. Dimarco era costantemente in ritardo su di lui: l’ex Madrid poteva sempre puntare l’avversario in velocità, seminando il panico con progressioni eccezionali. Senza spazi centrali, i nerazzurri hanno sfondato soprattutto a destra.

Proprio da un bellissimo cross di Hakimi è nato il gol del vantaggio di Lautaro Martinez, per non parlare del bellissimo assist per il gol annullato a Lukaku. Quando l’Inter riesce a servire il proprio esterno in corsa, nascono sempre pericoli. Già 4 gol e 4 assist per l’ex Borussia Dortmund in stagione.

Una delle molte progressioni di Hakimi, che salta l’avversario in campo aperto e fa guadagnare tanti metri alla propria squadra.

Insomma, anche se l’eliminazione in Champions continua a pesare molto, i nerazzurri sono alla settima vittoria consecutiva (oltretutto su un campo difficilissimo). Pur senza brillare, l’Inter continua ad avere la capacità di spuntarla con continuità anche nelle partite più insidiose. Questo è senza dubbio un merito del lavoro di Conte, in una stagione che mai come d’ora si preannuncia combattuta fino alla fine.