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2013

27^ giornata, l?analisi: classifica corta, Inter resuscitata da Palacio

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Lo scontro tra titani ha lasciato immutate le distanze in vetta ma ha contribuito ad accorciare sensibilmente la classifica: le vittorie di Milan, Inter, Fiorentina e Roma disegnano ora degli esiti difficilmente pronosticabili. Situazione invece apparentemente più delineata in zona retrocessione: Siena, Palermo e Pescara faticano a fare punti e ridurre il divario dalla quartultima, il Genoa di Ballardini. Ecco nel dettaglio quanto accaduto nella ventisettesima giornata di campionato.

JUVE CON PERSONALITA’, LA CORSA DEL MILAN – Il tanto atteso scontro al vertice della classifica termina con un pareggio che non altera il bottino accumulato dalla Juventus, sei i punti di distacco dal Napoli ma tecnicamente sette grazie al vantaggio negli scontri diretti. La squadra di Conte si è dimostrata organismo più affinato dell’avversario, soprattutto in un primo tempo in cui ha prevalso territorialmente sotto il profilo dell’organizzazione di gioco. Al Napoli va dato il merito di una decisa reazione – Dzemaili ha sfiorato il colpo del 2-1 che avrebbe clamorosamente rimescolato le carte in ottica scudetto – e di aver mantenuto fino ad oggi aperte le vicende d’altissima classifica. Il Milan è in stato di grazia: asfaltata una Lazio che non può aggrapparsi all’alibi dell’espulsione di Candreva, il lavoro di Allegri ha riconsegnato ai tifosi rossoneri una superpotenza che ora dovrà dimostrare di saper gestire il doppio impegno per non vedersi precludere alcun obiettivo.

IL VOTO A SAN RODRIGO, VINCONO FIORENTINA E ROMA – Il primo tempo dell’Inter al Massimino di Catania è una dichiarazione di morte accertata: rivedibili le scelte iniziali di Stramaccioni, deprecabile l’ennesima cassanata, peraltro nel caso specifico accaduta in un momento di particolare difficoltà per la sua squadra, vedi l’assenza di Milito. Impressionante però l’impatto sulla gara di Rodrigo Palacio: entra al 46’ minuto, un assist e due gol che resuscitano letteralmente la sua Inter e la rilanciano – anche e soprattutto moralmente – nell’intricata corsa al terzo posto. Dove si registra una classifica cortissima: quattro squadre in tre punti, sei in dieci considerando anche Napoli e Roma. Nottata di magia per i giallorossi che superano un Genoa oltremodo propositivo ottenendo la terza vittoria consecutiva: Totti raggiunge quota 225 e centra il secondo posto di Nordahl nella classifica dei marcatori della Serie A, a segno anche il giovanissimo Romagnoli – classe 1995, al suo esordio da titolare in prima squadra – e l’evergreen Perrotta, esempio di dedizione alla causa e professionalità. La Fiorentina vince da squadra navigata: per una volta in difficoltà sul piano della prestazione contro un Chievo aggressivo, la squadra di Montella trova tre punti fondamentali per inseguire il sogno dell’Europa che conta.

LE ALTRE: PERLA DI DIAMANTI, PARMA IN CADUTA LIBERA – Il Bologna supera nettamente un Cagliari irriconoscibile e ringrazia il trascinatore Diamanti, autore del gol più bello della giornata: emiliani verso una tranquilla salvezza. Il Parma cade ancora – tre pareggi e cinque sconfitte nel girone di ritorno – e ne approfitta una Sampdoria clamorosamente rilanciata dalla gestione Rossi, ancora a segno Icardi oramai candidato a squadre di alto rilievo. Il nuovo Palermo di Gasperini ci prova con disperazione ma non passa a Torino, il dato inerente alle occasioni vede i granata fallire l’occasione per raggiungere una classifica ancor più solida. Programma chiuso da due vittorie esterne: l’Atalanta passa a Siena e pone un deciso freno ai tentativi di rimonta toscani. E’ Giacomo Bonaventura a decidere la gara con una doppietta che porta a nove punti il distacco tra le due squadre, il Siena è chiamato ad un miracolo per inseguire un obiettivo frustrato dalla penalizzazione iniziale. L’Udinese rilancia la sua classifica grazie al 150° gol in Serie A in maglia bianconera di Totò Di Natale – impressionanti i suoi numeri nelle ultime quattro stagioni in relazione alla carta d’identità – ed affossa definitivamente un Pescara costruito inadeguatamente per una competizione così strutturata quale la massima serie calcistica italiana.

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