Nazionali
Pochettino tra il Mondiale 2026 e il ritorno in Champions: futuro svelato?
Il contratto del tecnico con gli USA scade dopo la Coppa del Mondo: tra l’ipotesi rinnovo e le sirene di un prestigioso club europeo “caotico”
A poche settimane dall’inizio del torneo sportivo più atteso della storia, il futuro di Mauricio Pochettino è già al centro di un acceso dibattito internazionale. Il tecnico argentino, attualmente alla guida della Nazionale degli Stati Uniti, si trova di fronte a una decisione cruciale che segnerà la fase successiva della sua carriera. Nonostante debba ancora conquistare definitivamente la fiducia dei tifosi americani, le speculazioni su un suo imminente ritorno nel calcio d’élite europeo, e in particolare in una squadra di Champions League definita “caotica”, si fanno sempre più insistenti.
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Un contratto in scadenza e il “giallo” del rinnovo
L’attuale accordo tra Pochettino e la nazionale USA scadrà ufficialmente al termine del Mondiale 2026. Secondo quanto riferito dall’insider Ben Jacobs ai microfoni di talkSPORT, l’aspettativa generale era quella di una separazione consensuale alla fine del torneo. Tuttavia, lo stesso Pochettino ha recentemente rimescolato le carte: durante l’ultima pausa internazionale, alla domanda su un possibile prolungamento, il manager ha risposto con un sibillino «Perché no?».
Le opzioni sul tavolo: USA o Europa?
Nonostante le aperture del tecnico, le fonti interne alla federazione statunitense sembrano più cauti. La sensazione è che l’esito del Mondiale detterà l’agenda:
- In caso di successo storico: Pochettino potrebbe scegliere di lasciare l’incarico all’apice della gloria.
- In caso di fallimento: la separazione diventerebbe inevitabile alla scadenza naturale del contratto.
Sullo sfondo restano le grandi potenze europee. A 54 anni, con un curriculum che vanta club del calibro di Chelsea, PSG e Tottenham, Pochettino resta l’obiettivo numero uno per diverse panchine della massima competizione continentale. La prospettiva di “salvare” un club di Champions League in crisi d’identità rappresenta una sfida che il tecnico argentino ha già dimostrato di saper accettare in passato.