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Roma, effetto Gasperini: nessuno aveva fatto così tanti punti negli ultimi sette anni
La svolta dopo Ranieri ha cambiato tutto: ora la Champions non è più un sogno ma per Gasperini tutto o quasi passa dal derby
La classifica non mente mai. E dopo 36 giornate di campionato, il dato che certifica il lavoro straordinario della Roma di Gian Piero Gasperini è uno soltanto: 67 punti, il miglior rendimento giallorosso a questo punto della stagione negli ultimi sette anni. Nessuno aveva fatto meglio. Né José Mourinho, né Paulo Fonseca, né Daniele De Rossi. Un numero che racconta più di qualsiasi slogan quanto profonda sia stata la trasformazione della squadra.
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Basta confrontare i dati recenti per capire la portata del lavoro dell’allenatore piemontese. La Roma 2025/26 viaggia a quota 67 punti, davanti ai 64 del Fonseca 2019/20, ai 63 della passata stagione vissuta tra De Rossi, Juric e Ranieri, e soprattutto davanti alle annate targate Mourinho, ferme tra i 59 e i 60 punti dopo 36 giornate. Un salto evidente sotto ogni punto di vista: continuità, identità, intensità e mentalità.
E forse non è un caso che tutto sia cambiato proprio dopo l’addio di Claudio Ranieri. La proprietà, dopo anni di scelte spesso interlocutorie, ha deciso finalmente di dare una direzione tecnica forte e riconoscibile al progetto. La scelta di Gasperini è stata netta, coraggiosa e persino divisiva inizialmente. Ma oggi quella decisione appare tremendamente giusta.
Perché la Roma non è soltanto migliorata nei risultati: è cresciuta come squadra vera. Aggressiva, verticale, intensa. Una formazione che gioca con coraggio e che soprattutto ha imparato a vincere anche le partite sporche, quelle che negli ultimi anni spesso sfuggivano ai giallorossi nei momenti decisivi della stagione.
Dal caos alla continuità: la nuova identità della Roma
Negli ultimi anni la Roma aveva vissuto continui cambi di pelle senza mai trovare una stabilità definitiva. Con Mourinho era arrivata una mentalità europea, ma in campionato la squadra aveva spesso avuto un rendimento discontinuo. Con De Rossi si erano viste idee interessanti, senza però una vera continuità. Ranieri aveva rimesso ordine in una fase complicata, ma senza poter davvero costruire un progetto duraturo.
Con Gasperini, invece, la sensazione è che la Roma abbia finalmente trovato una direzione precisa. La squadra corre, pressa, attacca, crea occasioni e soprattutto trasmette personalità. E il dato dei 67 punti dopo 36 giornate diventa la fotografia perfetta di questa evoluzione.
Ora il sogno si chiama Champions League. Un obiettivo che soltanto pochi mesi fa sembrava complicatissimo e che invece oggi appare concretamente alla portata. Molto passerà inevitabilmente dal Derby della Capitale, destinato a diventare uno spartiacque emotivo e tecnico della stagione.
Il derby può valere una stagione intera
La sfida contro la Lazio rischia di essere molto più di un derby. Può valere l’Europa che conta, può certificare definitivamente la rinascita della Roma e può consacrare il lavoro di Gasperini davanti a una città intera.
Perché dopo anni di alti e bassi, la sensazione è che i giallorossi abbiano finalmente trovato un allenatore capace di dare continuità, mentalità e una vera identità di gioco. E i numeri, ancora una volta, parlano chiarissimo: nessuno aveva fatto meglio negli ultimi sette anni. Nessuno.