2015
Chiellini: «Roma – Juve il meglio, evitiamo le sceneggiate»
Il difensore: «Conte? Abbiamo dimostrato di essere noi i campioni»
«Una cosa inaspettata, imprevedibile, m’è scivolato il piede. È successo mentre ero lontano dalla palla. Se ce l’hai tra i piedi puoi ancora tentare qualcosa. Così fai solo il Fantozzi della situazione e speri che ci sia un compagno vicino. Si supera stando tranquilli, giocando. Dopo lo shock, resetti e vai avanti». Giorgio Chiellini, attraverso i microfoni del ‘Corriere della Sera’, è tornato a parlare dello scivolone che, a metà della scorsa settimana, è costato il gol di Marco Reus nell’andata degli ottavi di Champions League.
SCELTE DIFFICILI – «Sono nato a Pisa – prosegue Chiellini -, ma solo per l’ospedale, e cresciuto a Livorno. Ho fatto il liceo scientifico. Rimanere a casa mi ha permesso di vivere un’adolescenza normale, di studiare, coltivando amicizie che durano: il mio più caro amico si chiama Valerio, detto Cino. I miei sono stati sportivi, mio padre giavellotto, mia madre peso. Come la mamma di Buffon? Sì, ma la mamma di Gigi era più forte. I miei mi hanno sempre lasciato far tutto, ma priorità allo studio. Quando stavo male e dicevo “non vado a scuola” mia mamma rispondeva: “Se stai male non vai neanche ad allenarti”. Andavo a scuola con le febbre a 38. E poi mi sono stati vicini in certe scelte difficili. Esempio? Mi convocano alle 18 del 31 gennaio in sede e mi mettono davanti un foglio: firma e vai all’Inter, ma subito, c’è tempo fino alle 19. Un momento, non so nulla, dove vado, dove studio, nessuno mi è venuto a parlare. Ne riparliamo a giugno».
L’ODIO – Punto fermo della Nazionale ma, da giocatore della Juventus, uno dei difensori più temuti e, calcisticamente parlando, anche un po’ odiati: «Non me ne frega niente. Il primo anno di Conte eravamo la squadra più simpatica d’Italia. Non vincevamo nulla da tanto e da due facevamo solo figure di… La Roma un anno fa era simpaticissima. Quando vinci stai sulle palle a tutti. Speriamo che duri a lungo».
BIG MATCH – Stasera, però, non ci sarà spazio per pensare al passato: la Vecchia Signora fa visita alla Roma, in un match non fondamentale ma sicuramente molto importante. «Non può essere decisiva a questo punto. Non sarà finito niente, comunque vada. Il momento più bello dell’andata? Il gol di Bonucci. Inaspettato, la partita andava verso il pareggio. Il più brutto? La caciara nel primo tempo. Dal rigore di Maicon in poi, mezzora di non calcio. Stasera io spero che sia una partita normale, senza sceneggiate. È la prima contro la seconda, esportiamo il meglio del calcio italiano. Spero che anche dall’altra parte siano d’accordo nel mantenere i toni bassi, poi vada come deve andare. Chi vincerà lo Scudetto? La Juve».
ANCORA IN TESTA– Nonostante l’addio shock di Conte, i bianconeri, con Allegri, sono riusciti a restare comunque in vetta alla classifica: «Il cambio di allenatore ci ha dato una marcia e una rabbia in più per dimostrare di essere noi i campioni. Eravamo grati a Conte e allo staff, ma volevano chiarire che gli scudetti non erano solo merito dell’allenatore. Il secondo e il terzo anno di Conte all’inizio abbiamo avuto bisogno di qualche schiaffetto, quest’anno gli schiaffi li abbiamo dati noi. Allegri? Lui usa il dialetto molto più di me. Ogni tanto ha delle uscite, dei modi di dire, che io lo capisco, gli italiani qualcuno sì, qualcuno no, gli stranieri manco per niente».