Adem Ljajic, il trascinatore granata che vuole fare grande il suo Toro

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Ancora poche ore e sarà tempo di Torino-Inter, banco di prova per i granata in lenta crescita. Il ritrovato Ljajic sarà la risorsa più preziosa per un Mazzarri dubbioso…

Altro giro altra corsa. Poco meno di quarantotto ore dividono il match tra Torino e Inter. Ore piene di duro lavoro, tra sudore e un attento, quasi convulso, studio di schemi che possano mettere in reciproca difficoltà entrambe le fazioni. La sfida di domenica non può essere considerata un consueto e quanto mai “normale” impegno di campionato. Specialmente per i granata, rappresenta, un perfetto banco di prova. Indubbiamente difficile. Ma si sa, davanti a ciò che sembra insormontabile, si possono fare due cose: o rinunciare o lottare fino alla riuscita dell’impresa più ardua. Ed il Toro è indiscutibilmente noto per il suo immenso coraggio, tanto da rendere di semplice comprensione il fatto che non si farà intimorire al cospetto di una Inter in super forma. O almeno, si spera.

Gli uomini di Walter Mazzarri sembra che abbiano trovato un proprio equilibrio, altamente precario fino al rientro di Adem Ljajic, come si è visto. Il ritorno del serbo, dopo parecchie ore accumulate in panchina, è stato un beneficio per l’intera squadra. E non solo. La sua innata classe nel dare qualità al gioco granata è un toccasana anche per i tifosi, trepidanti da mesi per il suo rimpatrio tra i titolari. La sua spiccata tecnica gli permette con naturalezza di recuperare velocemente palloni nel bel mezzo del campo, per poi smistarli con ordine ai suoi compagni, consentendo così al gioco di poter proseguire in modo più pulito.

Nelle ultime tre gare, con la sua presenza ha risollevato un Toro senza più motivazione. Persino Andrea Belotti, è stato travolto dalla valanga Ljajic. Una valanga positiva che, grazie al suo preziosissimo apporto, ha consentito al “Gallo” di portare via con sé il pallone dopo una magnifica tripletta. Proprio lì, nella precedente sfida contro i rossoblù, in un “Grande Torino” commosso nel ricordo di Emiliano Mondonico.

Che abbia fatto bene il castigo inflitto al numero dieci? A questo interrogativo è difficile dare una risposta precisa. Di certo, dovrebbe rientrare nei sette peccati capitali tenere lontano dal campo di gioco uno come Ljajic. Però, il grido di avvertimento di Mazzarri: «I giocatori di qualità devono correre!», è stato recepito eccome dal fuoriclasse serbo. Infatti, nell’incontro infrasettimanale di recupero con il Crotone, si è vista la differenza. A completa disposizione della squadra, si è umilmente sacrificato per il suo Torino. Imprescindibile caratteristica che ogni pedina granata dovrebbe avere, solo per il fatto di indossare quella maglia così intrisa di storia.

Il prossimo match contro la sua ex, l’Inter, dovrà essere gestito con minuzia e precisione. Doti che gli appartengono. Da sempre. Anche se, ora, dovrebbe iniziare ad esibirle con costanza. Insomma, un piccolo passo avanti è quasi d’obbligo arrivati a questo punto del campionato. Così da mostrarsi in toto e ingraziarsi l’amore incondizionato di un popolo che, crede più che mai, di avere un raro diamante tra le mani. Con l’ambizioso obiettivo di fare veramente forte questo Toro.