All’alba di un fenomeno: così Giménez può diventare il migliore al mondo

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Tutto su José Giménez: astro di Atletico Madrid ed Uruguay

Uruguay, Toledo, 20 gennaio 1995, data e luogo di nascita di un fenomeno: José Maria Giménez de Vargas, meglio noto come Josema Giménez. Professione: calciatore. Specifiche: difensore centrale. Forte, fortissimo a dire il vero. Squadra: Atletico Madrid. Non a caso. Che lo ha prelevato nell’estate del 2013 dal Danubio per circa 900.000 euro. Oggi, meno di tre anni dopo, vale 35 volte tanto.

FENOMENO GIMENEZ – Trentacinque milioni che ovviamente non bastano neanche per sedersi al tavolo con l’Atletico Madrid e discutere di un eventuale trasferimento: non a caso in Spagna iniziano a rincorrersi le voci di un Real Madrid – futuro avversario in finale di Champions League nel clamoroso remake dell’atto conclusivo di due anni fa – intenzionato a versare l’intera clausola rescissoria (ben 65 milioni di euro!) nelle casse dei Colchoneros pur di garantirsi il futuro di Josè Gimenez e ristrutturare un pacchetto difensivo oramai alle prese con latenti lacune.

LA DIFESA D’EUROPA – Quella dell’Atletico Madrid di Diego Simeone è un vero e proprio bunker: migliore difesa di Spagna con appena 16 reti al passivo in 36 gare di campionato (media di 0.44 a partita!), per intenderci Barcellona e Real Madrid ne hanno incassate rispettivamente 29 e 32. Il doppio o quasi. Meglio in Europa ha fatto soltanto il Bayern Monaco (15) ma con un livello di competizione, va detto, decisamente differente. Per il resto si accomodano alle spalle dell’Atletico anche Juventus e Psg (18), nonché tutte le grandi realtà d’Inghilterra. Ed il dato storico è ancor più impetuoso: miglior difesa della Liga lo fu anche nella stagione (2013-14), in cui si è poi laureato campione di Spagna, e nell’anno precedente nonostante il terzo posto.

LA RINUNCIA A MIRANDA – Diego Godin e Joao Miranda: il simbolo di tutto quanto appena asserito. L’emblema del Cholismo: la coppia di centrali perfetta, quella su cui è stata edificata un’idea di calcio che ad alcuni – compreso chi vi scrive – non garba ma che a tanti sta a cuore per la straordinaria abilità di competere con realtà economicamente più dirompenti. Muoverne un tassello si sarebbe inevitabilmente tradotto nel percorrere un rischio. Eppure l’Atletico Madrid non ci ha pensato due volte ad accettare i 15 milioni proposti dall’Inter. La ragione? José Giménez. Che, dopo la prima stagione di necessario assestamento (a 18 anni appena compiuti) ha abbattuto il minutaggio del suo collega nella scorsa annata fino a consigliarne la cessione.

ABILITA’ E NUMERI PRODIGIOSI – Troppo ingombrante per essere tenuto a bagnomaria in panchina: titolare un anno fa, titolare inamovibile oggi. A ventuno anni Josema Giménez è un perno della difesa più raccontata al mondo, della squadra attualmente più in voga del pianeta calcistico. Fisico esplosivo, spaventoso in marcatura come nei recuperi, reattivo su ogni circostanza di gioco, dalle palle alte ai rapidi spostamenti palla a terra. Nessuno oggi gli somiglia, forse in parte Manolas per caratteristiche ma non con quella dirompenza e concentrazione. Ecco, l’unico elemento – ma ad un classe ’95 va concesso – da ottimizzare: alle volte, anche in virtù delle necessarie richieste portate da un calcio tanto estremo come quello preteso da Simeone, pare sul punto di perdere la testa. Acquisirà la calma dei grandi: il resto lo fa l’evidente miglioramento riscontrato palla al piede e la sua a tratti inspiegabile esperienza già accumulata. Detto tutto sull’escalation in casa Atletico, ad appena 21 anni ha già collezionato 25 presenze (e 3 gol) con la maglia del suo Uruguay. Sempre al fianco del suo vate Godin, velocizzando – come accaduto a Madrid con Miranda – l’avvicendamento di un mostro sacro della nazionale uruguagia quale Diego Lugano. Nato nel dipartimento di Canelones come lui, che al fianco di Godin ha trionfato nella Copa America del 2011 e centrato la semifinale del Mondiale un anno prima. Ora è il tempo di Gimènez: impossibile fermarlo.