Allegri e i suoi fratelli: i disastri dei tecnici italiani con l’inglese – VIDEO

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Allegri e i suoi fratelli: l’ultimo a tentare l’affondo british è stato il tecnico della Juve, ma il risultato ha lasciato a desiderare. La carrellata delle figuracce degli allenatori italiani, che almeno hanno il merito di mettercela tutta

Massimiliano Allegri, già da qualche anno, non ha mai nascosto l’ambizione di tentare l’avventura in Premier League. E il tecnico della Juve, a Montecarlo, ha voluto allenarsi con l’inglese di fronte ai microfoni dei giornalisti. Ad aspettarlo nella mixed zone a fine gara, allo Stade Louis II di Monaco, tanti cronisti italiani e stranieri pronti ad assaltarlo di domande sul momento magico dei bianconeri. Allegri si è così sottoposto alle domande dei giornalisti esteri a testa alta, senza traduttore e sfoggiando qualche concetto in lingua inglese. Ma il risultato è tutta da ridere. L’intervista rilasciata per l’edizione norvegese di Viasport sta facendo il giro del web, con il tecnico della Juve preso in giro per le scarse abilità linguistiche. «È vero, sto studiando l’inglese, ma non certo per andare all’Arsenal», così si era espresso Allegri qualche mese fa. Lo studio procede, ma ancora a rilento, a giudicare dai risultati.

TOCCA A MAZZARRI – Ma Allegri non è certo il solo ad aver fatto brutta figura con la lingua inglese. L’ultimo in ordine di tempo è stato Walter Mazzarri, che approdato sulla panchina del Watford nel giugno scorso ha offerto una prova linguistica da dimenticare. Che ha fatto il giro d’Italia e soprattutto del web, che ha ironizzato sull’ex tecnico del Napoli e dell’Inter. Addirittura Premium Sport ha riportato una curiosa indiscrezione sul tecnico di San Vincenzo: al termine della stagione Mazzarri sarà obbligato dalla società della famiglia Pozzo a frequentare un corso intensivo di inglese per limitare i problemi evidenziati nel corso della stagione. L’allenatore, per continuare ad allenare in Premier League, ha deciso di impegnarsi a fondo per migliorare il proprio appeal dal punto di vista oratorio: le figuracce dei primi giorni di ritiro non saranno più ammesse.

SI PASSA A SANNINO – Dal Watford, per otto mesi, è passato anche Beppe Sannino. Che con l’inglese non se la cava affatto bene. Sui social italiani e britannici le parole dell’ex allenatore del Siena hanno spopolato, vista l’ilarità che ha scatenato un’intervista passata alla storia come una delle più divertenti del 2014. Per fortuna per gli inglesi Sannino non è rimasto per tanto tempo oltremanica: ascoltare i tentativi con la lingua dell’allenatore italiano è davvero troppo. Anche per i britannici più comprensivi.

RANIERI E QUELLE PAROLE DI MOU.. – Decisamente migliore di quello di Allegri, Mazzarri e Sannino, l’inglese di Claudio Ranieri non è certo da buttare via. Almeno non quello degli ultimi due anni a Leicester, visto che l’allenatore romano in Inghilterra ci ha passato tantissimi anni ed è riuscito a migliorare sensibilmente le proprie abilità linguistiche. Ma anni fa Ranieri venne preso in giro dall’allora tecnico dell’Inter Josè Mourinhp, che in una conferenza stampa al veleno aveva bacchettato così Sir Claudio: «Io ho studiato cinque ore al giorno l’italiano per diversi mesi per poter comunicare con voi giornalisti, con i tifosi e pensate che vi abbia mancato di rispetto? Parla poi Ranieri che dopo cinque anni in Inghilterra ha avuto difficoltà a dire ‘good morning’ e ‘good afternoon’».

GUIDOLIN, CHE FATICA! – Dall’Inghilterra ci è passato anche Francesco Guidolin, che per quasi un anno ha guidato lo Swansea, formazione gallese di Premier League che pochi mesi fa lo ha sollevato dall’incarico. L’ex Udinese, dopo la vittoria contro l’Everton, prova a rispondere alle domande dei cronisti britannici. Ma il risultato è tutt’altro che esaltante e in Galles, ancora adesso, se la ridono di gusto…

TRAPATTONI DA CLONARE – In Irlanda è diventato un idolo nel periodo in cui ha guidato la Nazionale. Giovanni Trapattoni è così: non si può non amare. L’inglese, rispetto a tanti colleghi che hanno tentato l’avventura oltremanica, è sempre stato ampiamente sufficiente. Ma le risate, grazie al Trap, non sono mai mancate. E il detto «don’t say cat if is not in the sac» se lo ricordano ancora tutti…