Ancelotti: «Da Insigne mi aspetto di più, nel calcio italiano non c’è rispetto»

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Al Festival dello Sport di Trento, Ancelotti, Guardiola e Sacchi han parlato del calcio italiano e delle loro rispettive esperienze. 

Oltre a Pep Guardiola è intervenuto anche Carlo Ancelotti che ha rilasciato qualche dichiarazione sul momento del Napoli e della situazione delle italiane in Champions: «Napoli? E’ una bella famiglia, ci sono giocatori giovani che hanno avuto esperienze importanti, molto umili. Una città bellissima e una società che ha voglia di crescere. Ci sono tutte le condizioni per fare bene, almeno in Italia. Poi in Europa bisogna vedere se il City ce lo permette. Klopp? Almeno all’andata lo abbiamo sistemato, poi vediamo il ritorno».

Ancelotti ha poi proseguito: «Le squadre italiane fino adesso hanno fatto bene in Europa, noi abbiamo un girone durissimo. Abbiamo indirizzato bene il nostro girone, ma ora c’è un avversario fortissimo come il Psg. Però mi sembra una Champions più equilibrata. Mbappé? Non si perde in fronzoli, è un calciatore molto diretto. Insigne deve e può fare un passo ulteriore: mettere le sue qualità al servizio della squadra».

Carlo Ancelotti ha poi detto cosa manca per lui al calcio italiano: «A livello di talento nulla, posso dire che dopo 9 anni all’estero in Italia manca la cultura del rispetto. Fuori c’è rivalità sportiva, da noi si va oltre, c’è ignoranza e maleducazione. Nel calcio di oggi conta molto la statistica, si cerca di spiegare questo sport con i numeri. Ma in questo sport i numeri contano il giusto. La vera statistica rimangono i gol fatti e subiti. I miei allenatori? Liedholm è stato un maestro nei rapporti umani, poi a livello tecnico la figura di Sacchi è stata determinante. Spesso mi dicono devi essere più cattivo, devi usare la frusta. E io rispondo, “se avete bisogno di una con la frusta chiamate un altro”. Il mio carattere è un altro ed esprimere il proprio carattere è l’unica maniera per essere credibile. Mi arrabbio, certo, ma non è mai l’errore tecnico che mi fa arrabbiare, quanto l’atteggiamento o l’essere svogliato».