Atalanta, Denis: «Non sono soddifatto, andiamo avanti»

© foto www.imagephotoagency.it

ATALANTA DENIS – German Denis, con il rigore trasformato sette giorni fa nello scontro-salvezza contro il Catania, ha ritrovato finalmente la via del gol. Sono finora sette i gol realizzato dal centravanti argentino dell’Atalanta, il quale ha rilasciato una breve intervista per la Gazzetta dello Sport, durante la quale ha ammesso di non essere soddisfatto del suo rendimento attuale. E oggi contro il CagliariDenis cercherà di gonfiare il proprio bottino personale in campionato.

DEVO FARE DI PIU’ – «Ormai un po’ di esperienza ce l’ho (ride…) e so che non bisogna farsi prendere dall’ansia – ha esordito Denis – . Guai a pensarci sopra, tanto prima o poi la palla entra. Se poi la squadra non vince e la punta non segna le pressioni aumentano ma i momenti negativi vanno vissuti con tranquillità. Se sono soddisfatto del mio campionato? No, posso dare di più. Comunque ora mi sono sbloccato e non voglio fermarmi. Le tante vittorie in casa? Nel nostro stadio ci sentiamo più forti: dobbiamo sfruttare anche quest’altra partita interna, ma occhio al Cagliari. Gioca benissimo».

VERSO I QUARANTA – Denis parla allora degli obiettivi che l’Atalanta può raggiungere, senza ignorare le voci di mercato che lo riguardano: «La convinzione, la cattiveria. La nostra è una squadra molto forte ma in trasferta regaliamo troppi punti: abbiamo vinto solo col Chievo. Il 4-4-1-1 come modulo base? Questo modulo lo conosciamo a memoria, è nel Dna dell’Atalanta: per noi è come un abito. Moralez è un giocatore importante. Le voci di mercato su di me? Se vengo accostato a squadre importanti significa che ho lavorato bene e fa piacere ma sono molto legato all’Atalanta, in questo momento ho anche la fascia di capitano. Pochi giorni fa ho allungato il contratto dal 2016 al 2017 e mi sento bergamasco. Dove possiamo arrivare? A parte le prime sei, ci sono 8 squadre nel giro di 5 punti: basta poco per ritrovarsi nei guai così come in una posizione molto interessante… Il Cagliari è un test importante per il salto di qualità: i 40 punti vanno fatti in fretta.Credoche con la mente libera dal pensiero della salvezza potremmo divertirci».