Casazza: «Ripresa Serie A? Non ci sono i tempi tecnici» – ESCLUSIVA

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Fabrizio Casazza è intervenuto in esclusiva ai nostri microfoni per parlare della ripresa della Serie A

Fabrizio Casazza, ex portiere  con presenze in Serie A tra le fila di Venezia, Lazio e Udinese, e in Serie B (Sampdoria, Hellas Verona e Torino, riuscendo a conquistare la promozione nella massima categoria con tutte e 3 le formazioni), è intervenuto in esclusiva a Calcionews24.com per commentare la situazione della Serie A nell’emergenza Coronavirus e gli scenari futuri.

Ripresa Serie A. Cosa ne pensi?

«Non mi sembra che ci siano gli estremi per riprendere, anche perché non basta schioccare le dita per tornare in campo e giocare la partita. Ci vogliono tempi tecnici precisi. È vero che i calciatori sono degli atleti, ma a livello fisico il rischio infortuni non va sottovalutato. Si allenano a casa, ma non è la stessa cosa. Ci vorranno come minimo 10-15 giorni per tornare alla normalità. Va tenuto conto che poi si giocherà sempre, tre giorni a settimana. Ci sono squadre che non erano abituate a farlo nemmeno durante il normale campionato. Se ci sono le possibilità, bene che si concluda il campionato».

Lotta scudetto: la Juventus resta la favorita?

«La Juventus è avvantaggiata rispetto alla Lazio, ricordiamoci che hanno una rosa costruita per vincere la Champions League. Negli anni ha avuto diverse opportunità e ha maturato esperienza. È abituata ad avere più impegni ravvicinati, ha campioni con grande esperienza e questo fa la differenza».

La Lazio può competere per lo scudetto?

«È certo che la Lazio, prima della sosta, faceva paura. Ora bisogna vedere come reagirà alla ripresa. Ha un’ottima rosa, completa in tutti i reparti e Simone iInzaghi stava facendo un ottimo lavoro. È un vero peccato che il campionato si sia fermato perché era in un momento di forma e di morale che avrebbe potuto insidiare il primo posto senza fare fatica. Li vedevo veramente bene».

L’Inter è fuori dalla corsa?

«La sconfitta contro la Juventus gli ha complicata la vita. Avrebbe avuto la possibilità di rientrare in corsa e l’ha persa: il discorso rimane tra Lazio e Juventus. L’Inter è un’ottima squadra, motivata con un grandissimo tecnico però è quella sconfitta che ha cambiato le carte in tavola anche se hanno ancora una partita da recuperare».

Lotta retrocessione, tutti dicono che le squadre partono alla pari secondo te è vero o c’è qualche realtà più svantaggiata?

«Stesso discorso che faccio per le squadre di vertice vale per la retrocessione. Il campionato quando ricomincerà sarà uguale per tutti, non ci sono certezze per nessuno. Credo che bisogna levarsi dalla testa quello che si è fatto fino alla sosta. Faccio l’esempio del Torino, nato con ambizioni molto diverse e che si stava trovando in difficoltà. Questa sosta potrebbe invertire qualsiasi tipo di pronostico. C’è una classifica e ci sono dei punti da dover fare per salvarsi, è un errore restare ancorati al passato».