De Laurentiis: «Ufficialità Osimhen? Tra qualche giorno. Non si può giocare a Barcellona»

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Aurelio De Laurentiis ha parlato a margine dell’assemblea di Lega: queste le parole del presidente del Napoli

Aurelio De Laurentiis ha parlato a margine dell’assemblea di Lega. Queste le parole del numero uno del Napoli su Osimhen e Barcellona, riportate da Tuttonapoli.net.

RIPARTENZA – «Gravina mi ha sempre detto: è una follia partire il 12 settembre. Ci sono le partenze alla fine di agosto per le nazionali e poi ci sono cinque società impegnate in Europa chissà fino a quando. Poi dobbiamo dare almeno dieci giorni di riposo ai calciatori e poi, appunto, le nazionali. E allora quando facciamo il ritiro? Il problema è che gli impiegati devono fare gli impiegati e gli imprenditori gli imprenditori. La politica se non pensa all’economia, farà sempre acqua».

RIAPERTURA STADI – «I politici non dovrebbero andare in vacanza. Abbiamo questi geni del comitato, non so dove li abbiano trovati. Basterebbe che le 20 società facessero causa per un miliardo a questi signori e accadrebbe lo scandalo. Questo è il paese dei grandi titoli. Questi sono grandi cervelli o cervellotici? O il paese riprende o fallisce. Già nel 2017 eravamo sulla strada del fallimento ed eravamo sotto schiaffo da tantissimi anni, ora siamo sotto terra. Se ci vogliono mettere una lapide sopra non lo so, dobbiamo emigrare ma per andare dove? Ce lo dicessero».

DIRITTI TV – «Pur sembrando caotici e disuniti, la Serie A ha dimostrato di essere un punto d’interesse per sei fondi. Ora dobbiamo capire se continuare a far guadagnare gli altri o siamo imprenditori per rafforzare i nostri club e quindi fare stadi, comprare bravi calciatori e accontentare i tifosi. Altrimenti sembra che abbiamo abbracciato questo sport, un’industria importantissima, per far contenti i terzi e non noi».

CHAMPIONS – «Sarà una grande partita, ma io telefono, io parlo, io chiedo: è molto imbarazzante. Sento arrivare dalla Spagna delle grandi perplessità e paure e loro, dalla Uefa, fanno finta di nulla. Che ci vuole a dire che non si va a Barcellona ma in Portogallo, in Germania, a Ginevra. E’ come se stessimo a scuola: alla Uefa non c’è nessuno che sa fare impresa coi soldi nostri».

CAMBIO SEDE – «Se hanno deciso che la Champions si fa in Portogallo e l’Europa League in Germania, credo che per gli ottavi possiamo andare in Portogallo o in Germania, non capisco perché rimanere in una città che presenta grosse criticità».

UFFICIALITÀ OSIMHEN – «Aspettate qualche giorno per il tweet..»