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Dzeko si racconta: «Le bombe, i gol e quella frase che mi disse Sabatini…»

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Edin Dzeko si è raccontato in un documentario incentrato sulla sua vita: dall’infanzia difficile all’esplosione alla Roma

Edin Dzeko si è raccontato in un documentario prodotto da Roma Studio e dedicato alla vita e alla carriera del bosniaco premiato ieri con la ‘Guirlande d’Honneur’ al 38° International FICTS Fest. All’interno di “Edin” (questo il titolo del documentario) l’attaccante si racconta a 360°: queste alcune anticipazioni della Gazzetta dello Sport.

INFANZIA«Mio padre giocava a calcio, andavo a vederlo e lì è nato il mio amore per il calcio. Da piccolo giocavo sempre davanti casa con i cugini, poi è iniziata la guerra e ci siamo dovuti spostare. Giocavamo in giardino, ma quando arrivava l’allarme mamma ci portava subito dentro casa. Avevo capito cosa stava succedendo, ma ero un bimbo, volevo continuare a giocare. E poi avevo paura per i miei genitori, che dovevano uscire per lavorare e fare la spesa. Poi siamo andati ad abitare verso il centro: in 35 metri quadrati eravamo in 15».

WOLFSBURG – «Con Magath erano allenamenti durissimi, ma lui mi ha dato tanto, lì sono diventato giocatore vero».

SABATINI – «È venuto a trovarmi in Croazia, in estate, e mi ha detto: “Io senza di te non torno a Roma. A Fiumicino c’erano 4mila persone, una cosa incredibile, che non avrei mai pensato di poter vivere».

SPALLETTI E DI FRANCESCO – «Spalletti era molto esigente, voleva tutti i palloni in verticale per il centravanti. Con Di Francesco è andata bene in Champions, se abbiamo bat- tuto il Barcellona molto del merito è suo. Il gol al Chelsea? Il più bello di sempre, ma non mi ricordate la partita di Liverpool, l’abbiamo buttata».

FONSECA – «Non ho mai avuto problemi con gli allenatori, do sempre il cento per cento e a fine mercato sono sempre qui, Lui mi diceva: “Devi restare, il mio gioco è perfetto per te”».