El Shaarawy – Spalletti: è giallo. Gerson però non covince

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Roma: caso El Shaarawy. L’italo-egiziano in panchina anche con la Juventus nonostante la defezione di Salah, al suo posto Gerson: a pesare un rapporto difficile con Spalletti, la lentezza nel cambio contro il Milan e alcune questioni di tipo tattico. Dubbi però anche su Gerson: a destra non ha fatto la differenza, a gennaio può andare via

El Shaarawy out con la Juventus: perché Gerson – ore 11

Altri retroscena riguardanti l’esclusione di El Shaarawy per la partita contro la Juventus giungono sempre in queste ore: alla fine Spalletti al posto dell’attaccante ex Milan avrebbe preferito il giovane ed inesperto Gerson (che non ha figurato ancora una volta benissimo) come esterno destro (non proprio il suo ruolo) al posto di Mohamed Salah. La motivazione, oltre che da attribuirsi ad un rapporto un po’ incrinato tra Spalletti ed El Shaarawy, sarebbe da ricercare anche in motivazioni di tipo tattico. Gerson a destra avrebbe dovuto avere compiti di maggiori copertura (lì dove El Shaarawy defice), quindi difensivi, su Alex Sandro. Una mossa che ha colto molti di sorpresa, perché fino a sabato scorso Gerson non aveva giocato nell’intero girone di andata nemmeno novanta minuti per intero in totale, e che sarebbe arrivata verso le 18 e 30 del sabato, quindi un paio d’ore prima della partita, dopo attente riflessioni. Anche a destra però Gerson ha fallito la missione, non entrando mai davvero in partita e venendo infatti poi sostituito da Spalletti. L’equivoco tattico rimane: il brasiliano ex Fluminense, conteso un anno fa col Barcellona e strappato via a suon di denari, è un trequartista di fantasia, ma Spalletti non lo ha quasi mai schierato dietro le punte. Gerson ha giocato spesso come centrale di centrocampo, come mezzala ed ora come esterno offensivo, ruolo che però non pare essere cucito proprio su di lui. A gennaio si impone una riflessione: l’attaccante è destinato alla cessione in prestito, ma si potrebbe provare ancora a insistere su di lui. A rincuorarlo in questi giorni difficili ci sarebbe l’ex direttore sportivo giallorosso Walter Sabatini, colui che lo avrebbe portato a Roma, che lo avrebbe già chiamato per non fargli mancare il proprio supporto.

El Shaarawy out con la Juventus: il giallo

La questione è nata qualche mese fa, ma solo nell’ultima partita contro la Juventus, quando Luciano Spalletti ha deciso di mandare in campo il giovane Gerson come esterno destro, è diventata evidente ai più: Stephan El Shaarawy è un caso in casa Roma. A pesare sul mancato schieramento dall’inizio del Faraone, pare, alcune vicende di tipo tattico, ma non solo, che nelle ultime settimane avrebbero portato Spalletti ad una diversa gestione dell’attaccante italo-egiziano, apparso in questo inizio di stagione la brutta copia di quello visto invece l’anno scorso da gennaio in poi, quando arrivò in giallorosso. Il caso, per così dire, si era già svelato nel corso della partita contro il Milan: El Shaarawy in panchina, Spalletti chiama il cambio e manda a scaldare il giocatore, che però perde troppo tempo prima di essere pronto per la sostituzione. L’atteggiamento non piace all’allenatore giallorosso, che avrebbe duramente ripreso l’ex milanista. Contro la Juventus invece El Shaarawy è stato velocissimo ad entrare in campo, ma non è stato incisivo una volta entrato in partita: anche in questo Spalletti non avrebbe preso bene il comportamento del giocatore.

El Shaarawy – Spalletti: il dubbio è anche tattico

A pesare dunque nel rapporto tra giocare ed allenatore, pare, soprattutto la scarsa personalità dell’italo-egiziano, che subirebbe un po’ troppo gli attacchi dell’allenatore toscano, si sa, mai troppo tenero con i suoi giocatori quando le cose vanno male (ma pure quando vanno bene). Come scrive stamane il Corriere dello Sport poi, in verità ci sarebbe anche un problema tattico alla base dell’involuzione di El Shaarawy, che a Torino non è stato preferito né a Gerson (titolare), né a Juan Manuel Iturbe (l’ultimo a segnare su azione a Torino contro la Juventus) al posto di Mohamed Salah (out per infortunio): l’attaccante avrebbe dei grossi limiti in copertura. Spalletti gli chiederebbe di tornare spesso indietro e svolgere compiti difensivi insomma, ma lui non ci riuscirebbe come l’allenatore vorrebbe. C’è anche il fatto che El Shaarawy può essere schierato poi solo a sinistra, dove è inevitabilmente chiuso al momento da Diego Perotti: altro fattore, quello della scarsa duttilità, che indurrebbe Spalletti a ritenere l’ex Milan non all’altezza di giocare titolare, con risultati sotto gli occhi di tutti.