Esclusiva, Tonino Sorrentino: “Addio al calcio per un incidente. Di Zeman ricordo…”

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Tonino Sorrentino, ex attaccante di Parma, Grosseto e Cavese, nella serata di ieri ha annunciato tramite il proprio profilo di Facebook l’addio al calcio. A fermarlo un infortunio che si protae da un incidente stradale risalente all’anno scorso e che lo costringe a chiudere la carriera all’età di 27 anni. Ai nostri microfoni Sorrentino ha raccontato la sua carriera, arricchita dalla vittoria di un campionato di Serie C1 con il Grosseto e un ricco curriculum con le giovanili della nazionale italiana, dall’Under 15 all’Under 20.

Puoi spiegarci a cosa è dovuto il tuo addio al calcio?
Tutto è nato da un incidente stradale con il quad: ho trascorso un anno tra diversi interventi ed ero rimasto senza mobilità del gomito. Una settimana fa il professore che mi tiene in cura mi ha comunicato che non avrei potuto più riprendere l’attività di calciatore, perché dovevo stare lontano dagli sport di contatto. A oggi ho ancora delle protesi nell’articolazione che mi rendono difficoltoso il movimento dell’arto.

Parliamo del passato e della tua carriera. Il tuo ricordo più bello a cosa è legato?
Sicuramente al debutto con il Parma (con i ducali Sorrentino segnò anche una doppietta in Coppa Uefa al Salisburgo, ndr). Mi ero trasferito a 11 anni a Parma per coronare il sogno di diventare un calciatore e il debutto fu un grande momento. Ricordo con piacere anche la vittoria del campionato con il Grosseto e anche gli anni a Cava de’ Tirreni, dove ho legato molto bene con i compagni di squadra.

Nel 2004 vieni ceduto in prestito all’Avellino, squadra della provincia dove sei nato. Che sensazione hai avuto?
Da piccolo guardavo spesso l’Avellino allo stadio con mio padre e poter giocare con quella maglia fu una soddisfazione: poter giocare per la squadra che hai guardato dagli spalti è sempre bello. Purtroppo l’esperienza fu negativa perché poi retrocedemmo in Serie C1, ma ricordo con piacere l’esperienza con l’allenatore.

Quell’allenatore era Zdenek Zeman, oggi alla Roma. Cosa ricordi del boemo?
Ricordo Zeman come una persona molto simpatica, nonostante in televisione possa apparire burbero. A livello professionale non lo scopro di certo io. Il suo modo di allenare resta unico e io in Italia non ho mai ritrovato allenamenti come il suo: a livello fisico era veramente pesante. L’esperienza a Roma? Sicuramente non è Pescara, ma penso abbia trovato il suo ambiente. Al momento non vedo in Italia squadre ammazza-campionato, quindi può sicuramente avere successo.

Torniamo al recente passato. Il SudTirol ti aveva annunciato come colpo di mercato, ma la scintilla non sembra essere, poi, scoccata.
Sono stato martoriato dagli infortuni: ogni volta che rientravo ero poi costretto a uscire per un infortunio. Sono stato fermo 5 mesi per un problema alla schiena: avevo una vertebra rientrata che mi dava problemi. Resta comunque un’esperienza positiva. La società è composta da persone valide. Differenze con il calcio del Sud? Sì, sono molte, c’è un abisso. Sembrava di stare in villeggiatura a Bolzano, inoltre anche per quanto riguarda gli allenatori c’è tanta differenza. Comunque a oggi un calciatore cerca più la tranquillità che il grande nome, quindi penso che Bolzano per un giovane sia una meta più che valida. 

Cosa farai adesso, una volta appese le scarpette al chiodo?
Devo innanzitutto recuperare la mobilità del braccio. Poi devo pensare alla famiglia: ho un figlio cui badare. Continuare come allenatore o dirigente? Al momento non saprei, ma può essere un’idea. Non credo, però, nel calcio di adesso. Per chi inizia adesso come dirigente non è assolutamente facile. Ovviamente ho mantenuto dei contatti, quindi potrei anche pensarci, così come prendere il patentino potrebbe essere una soluzione. Per ora, però, è fondamentale recuperare la mobilità dell’arto perché stare un anno senza poterlo muovere al meglio non è una bella cosa.

Ringraziando Tonino Sorrentino per la disponibilità e la simpatia dimostrata, gli auguriamo una pronta guarigione e buona fortuna per il suo futuro.