Fassone risponde alla Uefa: «Grave danno d’immagine. C’è amarezza e sorpresa»

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Marco Fassone risponde alla Uefa dopo la mancata concessione del settlement agreement per il Milan. Ecco le sue parole

La Uefa ha rifiutato il settlement agreement per il Milan e puntuale è arrivata la risposta di Marco Fassone, ad del club rossonero. Queste le sue parole al termine della riunione di Lega: «E’ importante che il Mila assuma una posizione chiara dopo aver letto il comunicato della Uefa. Come potete immaginare ha generato sorpresa e molta amarezza. Molta amarezza perché attendevo il settlement agreement dalla Uefa, lo attendevo perché da quando c’è il FPF è stato sempre accettato, c’è stato solo un caso di rifiuto, una formazione di russa non di primo livello. Noi siamo andati alla Uefa 16 giorni dopo il closing, ci siamo ritornati a novembre per il volountary agremment che non ci è stato consentito per una fideiussione di 160 milioni che la Uefa riteneva necessaria e il sottilmente che non ci è stato concesso per il mancato finanziamento del debito con Elliott getta delle nubi su quello che potrebbe essere il futuro della società dopo ottobre 2018».

Prosegue Fassone: «Una ipotesi preventiva che non tiene conto di quanto proprosto da noi a ripetute riprese, di sentire anche Elliott che ha garantito la continuità all’azienda anche nel peggiore dei casi, e soprattutto dopo la storia di quest’anno che vede il proprietario mai inadempiente con le richieste fatte dal CdA. Sono rimasto male perché abbiamo presentato dei piani e abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare. Domani parte l’analisi dei nostri avvocati e lo valuteremo con grandissima attenzione perché qui c’è stato un grave danno d’immagine. Confidiamo nel lavoro del giudice al quale riporteremo i dati. Ricordiamo che il Milan deve pagare delle violazioni per il periodo che va dal 14 al 17 in cui la proprietà era diversa e ha dimostrato la disponibilità a ricevere delle sanzioni. Il rinvio ci getta nell’amarezza per la difesa della società che stiamo gestendo in maniera sana e che credo meritasse l’offerta di un settlement agreement che purtroppo non è arrivato».