Gabbiadini: «Positivo al Coronavirus? Ho chiesto al dottore se stesse scherzando»

Gabbiadini Sampdoria
© foto www.imagephotoagency.it

Gabbiadini racconta la sua esperienza col Coronavirus: «La positività? Non volevo crederci. La battaglia si vince in un solo modo»

Manolo Gabbiadini è stato il primo giocatore della Sampdoria ad essere annunciato come positivo al Coronavirus. L’attaccante blucerchiato sulle pagine de La Gazzetta dello Sport, ha ammesso la sua preoccupazione.

POSITIVITÀ – «Ho sentito un po’ di febbre la sera di martedì 10, ma non ho pensato al virus. Martina, mia moglie, mi ha però suggerito di chiedere il tampone: a casa abbiamo due bimbi piccoli. Il dottore è venuto a farlo e ci siamo dati appuntamento al giorno dopo. Giovedì stavo benissimo, era passata la febbre. Alle 15 mi ha chiamato il dottore per dirmi che ero positivo. Gli ho chiesto se stesse scherzando. Ho capito che ci sono tanti positivi che nemmeno lo sanno e allora la battaglia si vince solo in un modo: rispettando le direttive e restando a casa».

EPIDEMIA – «Credo che tutti avessimo un po’ sottovalutato il problema. Era difficile prevedere un’epidemia così grave. È vero che noi siamo sempre in pullman, in hotel, a contatto con persone che non conosciamo. Ma a queste cose pensi solo dopo e comunque io non posso sapere come mi sono contagiato».

BERGAMO – «I miei genitori abitano lì Sono preoccupato per loro e per tutti i bergamaschi. Lì davvero non esce nessuno: aprono le finestre e sentono solo ambulanze. I miei genitori stanno be- ne, sono chiusi in casa, non si muovono. Parlo con loro tutti i giorni, cerchiamo di non perdere mai la serenità. Li ho visti quasi un mese fa l’ultima volta. Ma penso ogni giorno ai medici e a tutte le persone che lavorano in ospedale. È una situazione molto pesante e pericolosa».

PROTOCOLLO – «Devo fare obbligatoriamente 14 giorni di quarantena e poi, prima di uscire, dovrò seguire le indicazioni ed eventuali controlli in base a quello che mi dirà il dottore».

RIPARTENZA SERIE A – «Se ci penso? Per adesso no perché ci vorrà ancora un po’ di tempo e la battaglia più importante da vince- re è quella contro il coronavirus. I campioni sono i medici, gli scienziati, gli infermieri: tutti quelli che stanno lottando per noi. Il calcio, poi, ripartirà e sarà bellissimo. Il rinvio dell’Europeo apre una finestra impor- tante nel calendario: adesso battiamo il virus e poi torniamo a sfidarci sul campo».

SALVEZZA – «La Samp si sta confermando una famiglia. Ci sono stati tanti positivi, compreso il dottore che adesso sta meglio. Siamo tutti in contatto via chat e sappiamo che quando riprendere- mo a giocare dovremo dare il massimo per raggiungere il nostro obiettivo. Tutti insieme, con la società, abbiamo aderito a un progetto benefico a favore dell’Ospedale San Martino. Sia- mo distanti ma uniti anche noi e sa cosa le dico? Quanto tutto questo finirà, ci godremo di più la nostra Italia che è bellissima. A volte ci perdiamo dietro a stupide rivalità di ogni genere, ma poi ci sono delle situazioni che ci fanno riscoprire più uniti e forti di prima. I nostri nonni o bisnonni hanno fatto la guerra, noi dobbiamo solo stare attenti e seguire le direttive per battere il virus. Dobbiamo farlo per noi, per le nostre famiglie e per i medici che si stanno sacrificando tantissimo per tutta la popolazione. E il loro sacrificio deve essere ripagato».