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Gattuso: «Con la Juve ce la giocheremo. Dedico la finale a mia sorella»

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Gattuso Napoli

Gennaro Gattuso ha commentato ai microfoni di Rai 1 l’accesso alla finale di Coppa Italia: le sue parole

Gennaro Gattuso ha parlato ai microfoni di Rai 1 commentando il pareggio contro l’Inter che ha garantito al Napoli l’accesso alla finale di Coppa Italia. Le sue parole.

LUTTO – «Voglio ringraziare il mondo del calcio e tutti quelli che sono stati vicini a me e alla mia famiglia. E’ stata dura. Dedico questa vittoria ai miei genitori e mia sorella, vi eravamo molto legati. E grazie ai ragazzi per ciò che mi hanno dato oggi».

PARTITA – «Abbiamo provato a fare la pressione ultra-offensiva, ancora dobbiamo imparare. In queste prime settimane ci abbiamo lavorato. Il prossimo step è imparare a fare meglio queste cose. Il primo gol è da polli, non è un errore di Ospina ma di posizione della prima linea. Ma la squadra ha fatto bene, siamo ripartiti da dove avevamo finito 95 giorni fa».

RINNOVO – «Io voglio vivere tutto ciò che sta facendo con grande tranquillità. Non sono uno che pensa solo ai soldi. A me piace lavorare con persone che mi seguono e mi stimano. In questo momento ho trovato una società che mi dà la possibilità di allenare giocatore molto forti e voglio continuare qui. Poi uno, due, tre anni non lo so. Se mi si chiude la vena e sbrocco, mi conoscete, i contratti non valgono nulla perché sono fatto così. E’ un aspetto che devo migliorare».

FINALE – «Come me la immagino? Non lo so. Affrontiamo una squadra abituata a vincere, composta da grandi campioni, con una certa mentalità. Possiamo giocarcela, ma servirà una grande partita per vincere».

GOL MERTENS – «Ci siamo liberati un po’. Oggi non era facile, dopo 95 giorni. E’ tutto strano ciò che abbiamo fatto, è successo la fine del mondo. Ogni settimana si perdono 2-3 giocatori perché hanno delle piccole contratture, si fermano. Sia noi dello staff che i giocatori siamo stati bravi a farlo succedere poco. E’ cambiato tutto, anche venire allo stadio. Stare a distanza non è facile e non è bello. Ma rispetto per le migliaia di persone che ci hanno lasciato, è stata una roba devastante».

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