Gravina: «Ripartenza il 12 settembre? Impossibile. Playoff? Il calcio ha bisogno di novità»

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Gabriele Gravina ha parlato ai microfoni di Rai 2 nel corso della puntata di Dribbling: queste le sue parole

Gabriele Gravina ha parlato ai microfoni di Rai 2 nel corso della puntata di Dribbling: queste le parole del numero uno della FIGC.

RIPARTENZA – «Ripartenza della Serie A? Ci confronteremo a breve, ne parleremo insieme per costruire le condizioni sapendo che abbiamo degli obblighi da incastrare. Dobbiamo tenere conto anche della chiusura anticipata per permettere alla nostra Nazionale di prepararsi all’Europeo. Dobbiamo incastrare anche le coppe internazionali e le amichevoli dell’Italia, dobbiamo creare un calendario che non penalizzi il prossimo campionato».

26 SETTEMBRE – «Non è un problema di una settimana. Il problema è mettere insieme gli impegni e trovare le condizioni per non creare disagi ai tesserati. Immaginate una finale di Champions League tutta italiana, il 23 agosto. A fine agosto, poi, vi sono le convocazioni nazionale per la finestra della prima settimana di settembre. Iniziare il 12 mi sembra una via poco percorribile. Bisogna cadenzare le gare di campionato, non facendoci trovare impreparati commettendo gli errori del passato».

RIFORMA CAMPIONATO – «Ho detto più volte che l’idea di una riforma non può essere legata a una discontinuità. Le modifiche di format nascono dall’esigenza di porre rimedio a un’emergenza. Ma le innovazioni, si sa, generano paura e noi dobbiamo vincere questa paura. Oggi abbiamo due condizioni oggettive: una pre-condizione legata all’evoluzione epidemiologica e un altra è il protocollo con cui dobbiamo fare i conti. Spero di avere un confronto collaborativo con Spadafora per rendere possibile la partenza o ripartenza del campionato 2020-21».

PLAYOFF – «Nasce dall’esigenza di un’emergenza. Abbiamo una responsabilità politica e di mediazione, noi proponiamo alcune innovazioni. Queste generano sempre tensione e preoccupazione. Noi dobbiamo vincere questa paura. Il calcio ha bisogno di qualcosa di nuovo».

TIFOSI ALLO STADIO – «Rivederli a settembre? E’ un augurio, un auspicio per tutti. Una gara senza pubblico è senz’anima. Dobbiamo convivere però con il virus che preoccupa ancora tanti e troppi».