Gravina: «Stadi, serve una rivoluzione culturale. La maglia verde dell’Italia ha battuto ogni record»

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Gabriele Gravina ha parlato a Sky Sport presentando la decima edizione del Report Calcio: queste le sue dichiarazioni

Gabriele Gravina, presidente della FIGC, ha parlato a Sky Sport presentando la decima edizione del Report Calcio. Le sue parole.

REPORT CALCIO – «Il percorso di trasparenza decennale intrapreso dalla FIGC si rinnova di un altro prezioso contributo che mette a fuoco, senza alcun filtro, positività e criticità del mondo del calcio. Come emerge chiaramente da questa edizione del ReportCalcio, quello calcistico è un settore fondamentale per l’economia e la socialità del nostro Paese e che si contraddistingue per le enormi potenzialità, oltre che per le sue diverse eccellenze. L’intenzione della Federazione è continuare a investire nella crescita della nostra disciplina, il cui ritorno socio-economico è ineguagliabile, ma è sui margini di miglioramento che vogliamo incentrare la nostra politica di indirizzo, con l’obiettivo di sviluppare ancora di più il calcio italiano».

MAGLIA VERDE NAZIONALE – «Ha battuto ogni record in termini di mercato, è straordinario pensare come il merchandising ufficiale legato alla nazionale il 73% si rivolge estero. C’è stato il 35% delle vendite nette del 2019, di maglie verdi, ha rappresentato un segno evidente. L’ho desiderata e l’ho voluta, l’ho condivisa con Puma, non c’era voglia di offuscare o contaminare la storia con un colore diverso rispetto all’azzurro. Nella sfida contro la Grecia, nell’unica gara storica con questo colore per la rinascita, il Rinascimento del calcio italiano, doveva essere identificata con questa maglia».

STADI – «Questa è una delle grandi criticità. Bisogna avviare un percorso di innovazione anche culturale per far capire quanto sia importante lavorare su due asset: l’investimento sui settori giovanili e sulle infrastrutture per poterlo fare, ospitando eventi. Non è pensabile creare eventi in una struttura che non sia ospitale. Lavorare con gli eventi aiuta per un effetto trascinamento, lo abbiamo visto con la fase finale degli Europei Under 21 coi quali abbiamo ammodernato delle strutture che oggi sono dei gioiellini. Bisogna lavorare, noi non abbiamo risorse ma abbiamo idee sulle quali lavorare per creare un osservatorio che agevoli l’ammodernamento degli stadi. Dobbiamo farlo convincendo anche la politica nel togliere gli effetti legati alla burocrazia che non aiutano l’acquisizione degli stadi».

CONTI ECONOMICI DEI CLUB – «Bisogna stare attenti nel monitorare un rapporto importante, quello tra ricavi e costi del lavoro. Bisogna fare crescere i ricavi ma anche tenere sotto controllo i costi: più aumenta il costo del lavoro, più aumenta il gettito fiscale più gli altri sport possono beneficiarne. Questo è un contributo che il calcio dà a tutto lo sport ma bisogna comunque tenerlo sott’occhio».