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Serie A

Inzaghi: «Che gioia il calcio che riparte! 5 cambi? Contrario, stravolgono troppo»

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Inzaghi

Pippo Inzaghi ha parlato sulle pagine della Gazzetta dello Sport della ripartenza del calcio italiano: le sue parole

Pippo Inzaghi, tecnico del Benevento capolista in Serie B, ha parlato sulle pagine della Gazzetta dello Sport della ripartenza del calcio italiano. Queste le sue parole.

RIPARTENZA – «Primo pensiero? Grande gioia ed emozione. Speriamo che il pallone ci porti serenità. Nel periodo peggiore, quando ogni giorno c’erano tantissimi morti, nessuno aveva voglia di calcio: l’unica esigenza era pregare e sperare. Mi auguro che questa drammatica esperienza serva per far tornare tutti sulla terra anche nel nostro mondo, ridimensionando certe cifre assurde: è il momento di resettare e rendere tutto più umano e normale. Adesso comunque non vedo l’ora di accendere la tv e guardare Juve-Milan».

JUVE MILAN – «Ci sono tante incognite, nessuno può essere al 100%. La Juve è favorita, è superiore e ha alcuni vantaggi: il risultato dell’andata, il fattore campo anche se non c’è il pubblico, le assenze pesanti nel Milan. Però in una gara secca può succedere di tutto e proprio lo stadio chiuso può essere d’aiuto per i rossoneri. Dal punto di vista tattico non mi aspetto stravolgimenti perché c’è stata solo qualche settimana di lavoro sul campo. Gli allenatori cercano di dare certezze e soprattutto in un momento come questo escluderei grosse novità. Mi spiace che sia saltata la sfida tra Ronaldo e Ibra».

5 CAMBI – «No, non mi piacciono. Stravolgono troppo. Però adesso sono utili per ridurre il rischio di infortuni, che comunque ci saranno come dimostra la Bundesliga. In ogni
caso l’aspetto fisico conterà tanto, gli ultimi minuti saran- no determinanti più del solito, ma alla fine la qualità verrà sempre a galla».

RONALDO – «Se immaginavo diventasse così? Così straordinario magari no. Lo porto come esempio nel mio spogliatoio perché so come si allena. Però sono un po’ arrabbiato con lui e Messi: grazie a loro, sembra che nelle coppe io e Raul abbiamo segnato poco…».

PORTE CHIUSE – «Sofferenza per i giocatori? Sì, però in questo momento bisogna sapersi accontentare. È già bello che si possa giocare. Sono anche sicuro che si troverà una soluzione per riaprire parzialmente gli stadi così come si è trovata per parchi acquatici, discoteche, teatri e cinema. Sarebbe un bel segnale per la gente».

LAZIO – «Nello sprint finale Simone avrebbe potuto sfruttare il vantaggio di essere fuori dalle coppe e invece adesso il campionato non sarà ”disturbato” da altre manifestazioni. Però la Lazio deve inseguire il suo sogno: sono convinto che possa farcela. Anche l’Inter se vince il recupero è ancora in corsa: con un allenatore come Conte non si arrenderà mai. I cambi della Juve non li ha nessuno, però giocando ogni tre giorni può succedere di tutto».

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