Juve, tutte le preoccupazioni di Sarri a sette giorni dal Lione: il punto

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La Gazzetta dello Sport fotografa il momento attuale della Juve a sette giorni dalla delicata sfida di Champions contro il Lione

Tra sette giorni la Juve si giocherà gran parte della sua stagione nel delicato ottavo di Champions League contro il Lione. Come sottolinea la Gazzetta dello Sport, l’umore alla Continassa ieri era scuro: tutti sanno che la partita di Cagliari, in una stagione così particolare e con lo scudetto già vinto, non può avere particolare valore ma la delusione non manca. Il futuro di Sarri non è in bilico. Paratici l’ha confermato più volte pubblicamente ma il club bianconero analizzerà come sempre tutto a bocce ferme, alla fine della Champions, e a quel punto prenderà la sua decisione. Certezze ora non ne esistono.

La Rosea spiega in sette punti quali sono le preoccupazioni di Sarri:

  • La testa: Riattivare la testa. La Juve ha già perso sei partite, il massimo nell’era dei nove scudetti. Troppe. Per il Lione ha bisogno di concentrazione e aggressività.
  • La difesa: la Juve è la prima squadra dal ‘61 a vincere lo scudetto subendo 40 gol. In Champions, deve crescere: in caso di gol subito, dovrebbe segnare tre volte.
  • La condizione: La Juve col Cagliari era spenta, forse distratta. È impensabile fare lavori atletici particolari per arrivare al massimo il 7 agosto, ma Juve-Roma deve essere utile ad alcuni singoli.
  • Dybala: Il 10 vuole assolutamente esserci col Lione e sta facendo di tutto per recuperare.
  • Recuperi: Sarri ha scelto di tenere a riposo Ramsey, Danilo e De Ligt. Dovrebbero essere pronti per il Lione ma certo, non sono al 100%.
  • Formazione: L’undici per la Champions è prevedibile. Cuadrado, De Ligt, Bonucci e Alex Sandro davanti a Szczesny, Rabiot e soprattutto Bentancur punti fissi in mezzo, poi CR7 con Bernardeschi e uno tra Dybala e Higuain. Resta un posto a metà campo, con Matuidi favorito su Pjanic e Ramsey. Sono i diversissimi: dalla scelta cambia la partita.
  • Ronaldo: Ronaldo ha perso la corsa alla Scarpa d’oro e con lui di solito funziona così: le sconfitte sono benzina per il riscatto. Qui Sarri può far poco, se non sedersi, invocare gli dei del calcio e sperare che la musica della Champions faccia a CR7 il solito effetto.