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La confessione di Totti: «Porto mio figlio a Trigoria e piango. Sull’addio alla Roma…»

Redazione CalcioNews24

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Francesco Totti si è confessato in una diretta Instagram con Luca Toni: queste le parole dell’ex capitano della Roma

Francesco Totti si è raccontato in una diretta Instagram in compagnia di Luca Toni. Queste le parole dell’ex capitano della Roma riportate da Calciomercato.com.

PIANTI – «Quando vado a Trigoria, ci porto mio figlio Christian ma poi rimango fuori. Non sono mai più entrato. I miei amici che lavorano dentro escono a salutarmi, a me spesso viene anche da piangere… ma dentro non sono mai più entrato. Ogni volta che porto Cristian agli allenamenti non varco i cancelli di Trigoria. Rimango lì e mi metto a piangere perché penso che dopo 30 anni di Roma, non posso entrarci».

ADDIO – «Io non volevo smettere, stavo bene fisicamente ed ero libero di testa. Non volevo giocare tutte le partite e non avevo mai imposto niente e a nessuno. Sono stato venticinque anni alla Roma, non sarei mai potuto andare in un’altra squadra per un anno rovinando tutto. Ma non ho dieci anni. Se stavo bene fisicamente e mentalmente e vedevo che durante gli allenamenti potevo ancora far bene…. Io non arrivavo secondo a nessuno in allenamento. Sapevo che non avrei potuto giocare tutte le partite, non ero stupido. Ma già solo stando a Trigoria avrei potuto aiutare i giovani, aiutare i compagni, l’allenatore… Poi nei momenti di difficoltà sarei stato a disposizione, anche per giocare venti minuti. Anche non giocando, l’importante sarebbe stato far parte del gruppo. Ogni volta che entravo lo stadio si accendeva: era un bene per me e per i compagni. Alcune persone dicevano: “Decidi tu, fai tutto tu. Se vuoi continuare, continui”, ma poi è arrivato il momento che mi hanno detto “Bello mio, mettiti da parte che non ci servi più”. Ci sono rimasto male perché io per la Roma ho dato tutto, mi sarei anche tagliato una gamba».

TOTTI AGENTE – «Se portassi un giocatore da Roma ora che faccio l’agente? Spero di trovare adesso un buon giocatore per la Roma ma finché è così con questo presidente (Pallotta) non credo che rimetterò piede a Trigoria, la vedo difficile».

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