Lega, Beretta: “Ecco perchè non si parte”

© foto www.imagephotoagency.it

Maurizio BerettaÃ? si è presentato al faccia a faccia organizzato dalla redazione di Sky Sport con il presidente dell’AIC, Damiano Tommasi.
Il numero uno della Lega ha esposto nuovamente con chiarezza le intenzioni dei giocatori, in merito al rinvio della prima giornata di campionato: “L’Assocalciatori ha deciso di scioperare, con un comunicato formale, e quindi ha dato vita a questa fermata del campionato – ha detto Beretta – . La cosa da chiarire è che si tratta di uno sciopero dell’AIC. L’accordo non si è trovato su due punti, la richiesta della Lega di un impegno esplicito da parte dei calciatori sul contributo di solidarietà  e una regola che consenta agli allenatori di fare allenare alcuni giocatori secondo un criterio soggettivo, in modo che non tutti i giocatori si allenassero insieme. L’AIC ha deciso, in maniera poco comprensibile, di fare questo sciopero in base a questi due criteri per i quali non si è trovato un accordo. Lo statuto della Lega di Serie A: i poteri stanno nell’Assemblea, che decide e attende la decisione del presidente che può attuare. L’altro giorno, in un’Assemblea di Lega, la conclusione ha dato una votazione di 18 voti contro e di 2 a favore, nei confronti di una proposta fatta dall’AIC. Non c’è un mandato al presidente e a firmare in bianco. Noi abbiamo preso la decisione di non accettare le condizioni dell’AIC. Se uno non accetta una proposta e anzi prova ad integrarla, lo sciopero non è un meccanismo necessario, si poteva andare avanti ancora con la trattativa. Le società  hanno preso una posizione analizzando tutto quanto è successo nelle varie assemblee: dopodichè queste basi non sono state giudicate sufficienti dall’Assemblea, ma lo sciopero non doveva essere un fatto meccanico. La posizione della Lega è chiara, la decisione dei calciatori di scioperare è altrettanto chiara. Qui c’è un confronto, nel quale noi non abbiamo preso decisioni come la serrata: c’è semplicemente una posizione espressa a larga maggioranza dall’Assemblea di Lega, secondo la quale a queste condizioni non arriverà  la firma. A dicembre fu raggiunto un accordo di massima senza un testo, che avrebbe dovuto tradursi in un articolato e avrebbe dovuto essere poi interrotto da un’interpretazione del Consiglio Federale dell’art.7. Il testo di articolato è stato proposto a maggio, non c’era l’interpretazione sull’articolo e il testo non andava bene in alcuni punti. Noi abbiamo chiesto di integrarlo con questa interpretazione: questa posizione è stata approvata all’unanimità  edÃ? è di un’Assemblea fatta a giugno. Se anche noi scrivessimo che qualunque società  ha il diritto di fare allenare i giocatori, questa fattispecie è comunque sanzionata dalle leggi contro il mobbing, pertanto non ci sono accordi collettivi che tengono. Arma di pressione psicologica verso i calciatori? Io non faccio lo psichiatra, ci devono essere meccanismi e regole chiare. Esistono le leggi in tal senso, e poi c’è il Collegio Arbitrale al quale fare ricorso. I problemi sono tanti, ma il problema di fondo dice che questo articolo risale a quando le rose erano molto più ridotte. L’esempio di Tommasi sui Primavera è giusto in termini astratti, ma è difficile capire come faccia un allenatore a inserire i Primavera senza temere di essere sotto ricatto qualora non li inserisse.”