Lippi: «Pirlo ha grande conoscenza del calcio. Scudetto? Il gap tra Juve e le altre si è ridotto»

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Marcello Lippi, ospite al Festival dello Sport, ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Le parole dell’ex ct

Marcello Lippi, ospite al Festival dello Sport, ha parlato ai microfoni della Gazzetta dello Sport. Queste le parole dell’ex ct.

RICORDO PIÙ PREZIOSO – «Non c’è partita con la vittoria del Mondiale 2006. Vincere il Mondiale con la propria Nazionale è la cosa più bella che possa capitare per chi fa questo lavoro»

GIOCATORI ORA ALLENATORI – «Chi mi ha sorpreso di più? Nessuno. Dopo la vittoria del Mondiale ho detto ai quei 23 giocatori: “Qualsiasi cosa che farete nella vita la farete bene perchè siete delle persone fantastiche”. Molti di loro hanno scelto di fare l’allenatore, ognuno con le loro caratteristiche ma con la voglia di creare delle squadre che possano dominare sul campo. Non c’è nessuno che mi ha meravigliato».

PIRLO – «L’idea nei confronti di Andrea è di altissimo livello, è un uomo di grande talento. Ora tutti si meravigliano per la scelta della Juve ma non è un problema per lui. Lui ha grande conoscenza di calcio, grandi idee ma soprattutto ha una grande capacità di comunicazione».

CAMPIONATO – «Napoli, Juve, Atalanta, Inter, Lazio. Direi che queste sono le 5-6 squadre che iniziano come favorite. Non si può mettere come favorita numero uno quella che vince da 9 anni di fila ma la sensazione è che il divario tra la Juve e le altre si sia livellato».

SQUADRA CHE SI È RINFORZATA DI PIÙ – «Penso l’Inter. Ha fatto una rosa importante di 25-26 giocatori di pari livello. Abbiamo visto i vantaggi che hanno con le cinque sostituzioni e ora un altro vantaggio che avrà, loro malgrado visto che ne avrebbero fatto volentieri a meno, di sostituire i giocatori positivi con riserve di assoluto livello».

ATALANTA – «Non mi sorprende più. L’Atalanta oramai è da considerarsi non più una sorpresa, anche a livello internazionale».

NAZIONALE – «Se mi piace? Molto. Mancini ha creato un gruppo molto unito e compatto che gioca un bel calcio nonostante stiano pochi insieme. Ci sono 25-30 giocatori che sono di buon livello».

CORONAVIRUS – «Si parla sempre di piu’ del calcio e questo infastidisce tante persone ma il calcio e’ una cosa importante. E’ un’industria che fa lavorare 150.000 persone. Ha il 7% del Pil italiano e la gente non deve meravigliarsi se se ne parla. L’augurio e’ che non si fermi».