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Luca Percassi: «L’Atalanta era stanca di non poter giocare. Mi fido di Gasp e del Papu»

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Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, ha parlato alla Gazzetta dello Sport: queste le sue parole

Luca Percassi, amministratore delegato dell’Atalanta, ha parlato alla Gazzetta dello Sport alla vigilia del ritorno in campo della Dea. Le sue parole.

BERGAMO «Come giocheremo per la città? Dando tutto quello che si può dare, e anche un po’ di più. L’Atalanta ha sempre incarnato le caratteristiche dei bergamaschi e ha scoperto l’orgoglio di rappresentare la città in Italia e in Europa. Di farne parlare bene. Ora quello che ha sofferto Bergamo ci responsabilizza ancora di più: la gente ci ha sempre voluto bene, è il momento migliore per restituirlo, come potremo».

SOLLIEVO – «Nulla potrà cancellare tanto dolore, ma ovunque vado sento grande voglia di Atalanta. In qualunque lavoro si ha necessità di tornare alla normalità, per noi era necessario farlo il prima possibile: ecco perché l’Atalanta si è schierata per ripartire, anche se in teoria non avrebbe avuto interesse a farlo».

NUOVO STOP – «Ci sono tutte le condizioni perché non succeda: governo, Cts, Federazione e Lega hanno fatto un grande lavoro. E se dovesse arrivare uno stop al calcio, significherebbe che tutto deve fermarsi di nuovo».

EMOZIONE – «Io mi sono emozionato due volte. La prima quando sono tornato a Zingonia: era di sera, il centro era tutto illuminato: bellissimo. La seconda volta quando sono rientrato allo stadio dopo mesi: mi sono immedesimato in tutti i tifosi che hanno voglia di tornarci».

VOGLIA – «Mi fido ciecamente delle intuizioni di Gasperini e della sua capacità di farsi seguire dal gruppo e confido nel fatto che da tempo l’Atalanta gioca più partite alla settimana. Saranno tante, è vero, ma siamo così stanchi di non poter giocare».

SORPRESA – «Il giocatore che mi ha sorpreso di più? Pasalic: giocatore ormai completo, dopo il lockdown l’ho trovato ancora più maturo. Ma questa esperienza ha segnato nel profondo tutti, mi creda».

LAZIO – «Diciamo che di sicuro è una partita carica di significati..».

TIFOSI ALLO STADIO – «Siamo i primi ad essere mortificati che le porte dello stadio siano chiuse alla nostra gente: rivederla lì è la cosa che desidero di più, il calcio è anzitutto la loro passione. E Gravina ha fatto dichiarazioni importanti, anche in base alle aspettative della Uefa».

CHAMPIONS – «Gare secche ci favoriscono? Lo dicono tutti: su due partite i più forti fanno emergere i loro valori, in gara secca può succedere di tutto. Arriveremo a Lisbona da “ultimi”: fare la mina vagante può essere divertente, come avere la testa libera di giocarci una cosa per noi impensabile. Come sentire che in tanti magari tiferanno per noi. E in certi casi si dice che non si ha nulla da perdere, no?».

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