Lucescu ci ripensa, addio Dinamo Kiev: «Impossibile lavorare con i tifosi contro di te»

© foto www.imagephotoagency.it

Mircea Lucescu non sarà il prossimo allenatore della Dinamo Kiev: il tecnico ci ha ripensato dopo le proteste dei tifosi biancoazzurri

Mircea Lucescu non sarà il prossimo allenatore della Dinamo Kiev. L’annuncio lo ha dato Ovidiu Ioanițoaia, direttore del quotidiano sportivo romeno Gazeta Sporturilor, che ha ricevuto un comunicato a firma proprio dell’ex tecnico dell’Inter nel quale spiega i motivi della propria scelta, legati essenzialmente alle contestazioni pesanti dei tifosi. La lettera riportata da Fcinternews.it.

«Sfortunatamente, ho deciso di rinunciare alla possibile collaborazione con la Dinamo Kiev. Ringrazio la famiglia Surkis per la fiducia accordata, ma è impossibile per me essere in grado di poter lavorare in un’atmosfera di ostilità proveniente soprattutto da quel gruppo di sostenitori Ultras, il cui supporto sarebbe invece necessario alla squadra.  Non sono mai stato un codardo, ho accettato le sfide sportive; prova ne sia il passaggio dal Galatasaray al Beșiktaș o dalla Dinamo Bucarest al Rapid, dove i tifosi vivono una grande rivalità, ma leale. Lì sono stato accolto a braccia aperte e sono riuscito a vincere i titoli in quei Paesi. Non posso accettare i miei fan che agiscono contro gli interessi del club. Penso che fosse tempo di un cambiamento che avrebbe provocato emulazione, entusiasmo, motivazione e riportato la squadra al livello al quale la tradizione e la storia di questo club danno diritto. Il mio arrivo a Dinamo Kiev non ha nulla a che fare con il valore del contratto, il denaro era la mia ultima preoccupazione. Volevo tornare al calcio, in Ucraina, dove ho provato tante gioie, per rientrare in quell’atmosfera così eccitante che regala il calcio. L’ho fatto con entusiasmo, con piena fiducia nel potenziale dei giovani giocatori ucraini, molti dei quali membri delle squadre nazionali. Volevo una competizione come era anni fa, per dare entusiasmo ai tifosi. L’Ucraina lo merita».