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Lukaku e Lautaro a DAZN: «Dopo il derby abbiamo capito che avremmo vinto lo scudetto»

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Lautaro Martinez e Romelu Lukaku hanno raccontato a DAZN lo scudetto vinto dall’Inter in questa stagione. Le parole dei due protagonisti

Lautaro Martinez e Romelu Lukaku hanno raccontato in esclusiva a DAZN lo scudetto vinto e la stagione vissuta con l’Inter. Queste le parole dei due protagonisti della cavalcata trionfale nerazzurra.

Lukaku a DAZN:

DERBY D’ANDATA – «Loro hanno iniziato bene, Ibra ha fatto due gol e dopo questo noi abbiamo dominato la partita ma non abbiamo sfruttato le occasioni. È stato difficile per noi però in questo derby abbiamo capito una cosa: noi sappiamo che in questa partita siamo stati la squadra più forte, creando molte occasioni rispetto a loro. Questa partita ha dato energie alla squadra per iniziare il percorso verso lo scudetto».

ESULTANZA – «Giochiamo un gioco che si chiama Call of Duty. L’anno scorso lui è venuto in camera mia e gli ho detto di giocare a quel gioco, ha giocato 5-6 secondi..l’hanno massacrato e gli ho detto: “vai a dormire non importa” (ride ndr)».

HAKIMI – «Bacio conte Hakimi? Papà e figlio, Hakimi ha preso il mio posto adesso perchè corre di più (ride ndr)». 

SASSUOLO – «La partita dove abbiamo iniziato il percorso verso lo scudetto è stata quella contro il Sassuolo. Lì abbiamo cambiato il modo di giocare e cominciato ad essere più compatti. Giocavano Lautaro e Alexis Sanchez, io ero in panchina, ma ho capito subito che la squadra era davvero unita». 

SCONTRI DIRETTI – «Dopo la Juve dovevamo ancora giocare contro Milan, Atalanta e Lazio. Rispetto alla scorsa stagione abbiamo vinto molti più scontri diretti: abbiamo dimostrato di essere più forti. Dopo la vittoria contro l’Atalanta mi sono detto: ‘Ok, è finita. Ci siamo per lo Scudetto’. Non potevo dirlo, ma l’ho pensato subito». 

GOL CONTRO IL CAGLIARI – «Avevo paura di sbagliare questo gol (ride ndr). Perchè non l’ho toccata? Ero arrabbiato».

DERBY DI RITORNO – «Il derby è sempre un derby. Chi vinceva era prima. Nella settimana precedente ci siamo allenati a un livello altissimo. Ho detto a Lautaro: ‘Questa partita non la perdiamo mai, è impossibile’. Sul primo gol di Lautaro ci siamo allenati tantissimo in partita. Loro giocavano a 4 e gli ho detto di mettersi dietro a Kjaer. Da lì abbiamo capito che per loro non ce n’era.  A chi era rivolta la mia esultanza? In settimana avevo parlato con il mister e ci avevamo scherzato su…».

LAUTARO – «Quando ho visto Lauti per la prima volta c’era anche suo padre. Gli ho detto: ‘Tra due anni io e tuo figlio vinceremo qualcosa insieme’. Noi lavoriamo per la squadra. Se mi rendo conto che lui è più caldo, mi metto da parte e lo cerco sempre».

BARELLA – «È la voce della squadra, Nicolò parla sempre, io e lui litighiamo ogni giorno. Quando si va in campo, lo provoco un po’ Io, lui e Broozovic siamo un po’ pazzi nella testa ma io ho bisogno di Nicolò. Ogni squadra ha bisogno di giocatori pronti ad andare in guerra e noi di giocatori così ne abbiamo tanti».

ERIKSEN – «Un arista, un maestro. Il primo allenamento che ha fatto qui mi ricordo che ha preso due pali pazzeschi e siamo rimasti tutti allibiti».

BROZOVIC – «Non ha testa, è senza testa. È intelligente, bravo ma si incazza sempre. Quando lui sbaglia un passaggio è colpa tua ma è importante per la squadra».

CONTE – «Perchè è migliore degli altri. Ogni giorno vuole migliorare, anche se abbiamo vinto lui continua ed è carico. A livello umano è cresciuto ancora di più. Quando sa che ha la fiducia dei propri giocatori lui dà ancora di più. Quest’anno è cresciuto ancora di più, su tutti i livelli».

FESTA SCUDETTO – «Ero a casa con mio figlio e anche lui festeggiava. Era la prima volta che vincevo qualcosa di importante e volevo festeggiare. Ho fatto tutto il giro di City Life con un mio amico, mia madre e mio figlio. Mi sentivo un re» 


Lautaro a Dazn:

INTER-FIORENTINA – «Avevamo iniziato una settimana dopo rispetto agli altri e subito si è vista la Pazza Inter. Era importante cominciare il campionato vincendo e l’abbiamo fatto. Poi abbiamo sistemato un po’ tutto e abbiamo lavorato su qualche dettaglio che nella prima gara non c’è stato».

HAKIMI – «È un personaggio. Giocatore importante, il mister l’ha istradato subito. Prima era disorientato e confuso ma ora ha capito ed è diventato una risorsa importante, si allena bene, sta attento, impara l’italiano. Sta crescendo».

LUKAKU – «Quando Romelu è arrivato io ero all’Inter già da un anno. Il primo giorno abbiamo parlato tante ore di come uno giocava e l’altro si muoveva. Lì è iniziato l’affetto che abbiamo ancora ora. La prima volta che l’ho incontrato mi ha detto: ‘Ti farò segnare un sacco di gol’. Da lì è cominciato tutto».

SCUDETTO – «Dopo la sconfitta contro il Milan e l’uscita dalla Champions abbiamo cambiato tanto la testa e il modo di lavorare perchè volevamo davvero vincere qualcosa. Alla fine pensavo che saremmo arrivati tutti più vicini in termini di punti, non immaginavo certo questa differenza. Tutto questo è incredibile anche per me, visto che sono sempre arrivato secondo».

EPISODIO CONTE FRATELLO A FIRENZE – «Questa era un’altra partita dove stava fuori. Anche a Torino ha chiamato il team manager e ha dato una sveglia a tutti, parlando ad alta voce nell’intervallo». 

DERBY DI RITORNO – «La prima partita l’avevamo persa, poi li abbiamo affrontati in Coppa Italia, mancava la bella».

DIFESA – «È importante. Se da noi inizia la pressione da loro inizia l’attacco. Siamo contenti noi come attaccanti, se tu sbagli vuol dire che dietro ti devono salvare e loro lo fanno quasi sempre».

DARMIAN – «Si allena sempre bene, destra o sinistra..è un professionista. Se lo metti in porta lui va in porta. Ragazzi come lui sono importanti averli in squadra».

CONTE – «Perchè è migliore degli altri. Ogni giorno vuole migliorare, anche se abbiamo vinto lui continua ed è carico. A livello umano è cresciuto ancora di più. Quando sa che ha la fiducia dei propri giocatori lui dà ancora di più. Quest’anno è cresciuto ancora di più, su tutti i livelli. A chi dà più indicazioni? A me. C’è un momento: al 20′ a me, al 30′ a lui. Ci dice: “La partita è iniziata Romeluuu sveglia, la partita è iniziata sveglia”. Abbiamo fatto gol, esultiamo e lui ci dice di rimanere concentrati».

SCUDETTO – «Pensavo che saremmo arrivati tutti un po’ più vicini. Non con questa differenza. È un’emozione incredibile. Come ha detto Rom è stata la prima volta che ho vinto qualcosa di importante. Salutiamo tutti i tifosi dell’Inter, godiamoci questo momento».