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Malagò: «Il nuovo ct della nazionale? Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l’ostacolo. Non possiamo permetterci di sbagliarlo»
Malagò non ha dubbi: «Il nuovo ct della nazionale? Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l’ostacolo»
La corsa alla presidenza della FIGC entra nella fase decisiva. Ospite della Rai durante la trasmissione Sabato al 90°, il candidato Giovanni Malagò ha illustrato i punti cardine della sua visione per il futuro del calcio italiano, toccando temi centrali come la scelta del prossimo Commissario Tecnico, la riforma dei campionati e il rapporto con le istituzioni sportive.
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PAROLE – «Che caratteristiche deve avere il ct della nazionale? Deve innamorarsi del progetto, gettare il cuore oltre l’ostacolo. Ovviamente non possiamo permetterci di sbagliarlo perché lo vediamo dal 2006, tu puoi essere il miglior gestore della Federazione ma se non ottieni almeno il risultato minimo, poi devi dimetterti»
RIDUZIONE SERIE A – «Sarebbe la soluzione migliore, lo pensano anche i grandi club, ma le squadre che lottano per salvarsi non sono d’accordo, qui bisogna tirar fuori il coniglio dal cilindro. Però dico anche che nelle nazioni dove si vince sia a livello di nazionali sia a livello di club, a parte Francia e Germania, giocano tutti a 20. E in Inghilterra giocano anche due coppe di lega”. Da qui parte un messaggio chiaro anche per i futuri selezionatori azzurri: “I ct giustamente si lamentano che hanno poco tempo per allenare la nazionale però anche dalle altre parti è così, bisogna adattarsi»
ELEZIONE E ABETE – «Sinceramente non mi aspetto sorprese, altrimenti non mi sarei candidato, anche se con il passare del tempo faccio fatica a non aspettarmi sorprese… Abete? lo conosco da decenni, la nostra storia dirigenziale ha avuto reciproci elementi di vicinanza, sono stato molto felice quando è diventato ministro e abbiamo festeggiato a casa mia. Poi, nella vita tante cose possono cambiare ma non da parte mia».