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Mancini, 30 mesi con lode: Italia da favorita a Euro 2021

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Nei 30 mesi da Commissario Tecnico della Nazionale Italiana, Roberto Mancini ha rivoluzionato metodo e stile costruendo una squadra che partirà tra le favorite a Euro 2021

Da quel fatidico 14 maggio 2018 sono passati poco più di 30 mesi, lasso di tempo sufficiente a Roberto Mancini per cambiare il destino della Nazionale Italiana. Una rivoluzione profonda e concettuale, un taglio netto rispetto al passato che ha riportato gli Azzurri nell’élite continentale.

La carriera del tecnico di Jesi è costellata di trofei, ma non tutti avrebbero probabilmente scommesso sulla sua avventura da Commissario Tecnico. Anche perché l’Italia proveniva dal punto più basso della sua storia contemporanea, quell’eliminazione contro la Svezia che ancora fa male.

Anzitutto i numeri. Ventidue risultati utili consecutivi, con le sole due sconfitte in 27 gare totali arrivate oltretutto nei primissimi mesi. Nel giugno 2018 in amichevole contro la Francia e nel settembre dello stesso anno con il Portogallo in Nations League. Una scalata progressiva e inesorabile che ha riportato l’Italia nella Top Ten del ranking dopo il baratro dell’era Ventura.

Ma oltre ai risultati c’è molto di più. C’è un metodo di lavoro, c’è un staff che funziona in ogni suo ingranaggio. La sinergia di Mancini con i vari Evani, Vialli, Lombardo, Salsano piuttosto che Oriali è sotto gli occhi di tutti. Uniti e concentrati verso un’unica direzione, ognuno pienamente consapevole dell’importanza del proprio ruolo. Una chiarezza d’intenti che si ripercuote nella gestione e nella costruzione del gruppo. La bellissima immagine dell’esultanza del CT in videochat con i suoi ragazzi è l’ennesimo esempio di ciò che è stato concretamente realizzato.

Ben 32 gli esordienti in Azzurro lanciati in due anni e mezzo, decisamente più di una trentina i giocatori di valore e rendimento tra cui pescare per le prossime manifestazioni. Non sarà affatto facile scegliere i 23 convocati per Euro 2021. Un torneo cui l’Italia si affaccerà da favorita.

Perché, senza falsa modestia, la nostra Nazionale è al momento tra le più splendide realtà in circolazione. Un calcio frizzante e moderno, fatto di intensità nel possesso e nel pressing, di movimenti fluidi e spettacolari. Chiunque scenda in campo sa esattamente cosa fare e quando farlo. Un’identità ben definita, appagante per i giocatori ed entusiasmante per i tifosi. Onestamente difficile trovare di meglio attualmente in giro per l’Europa.

Certo, la Francia rimane squadra da battere per nobiltà recente, profondità della rosa e stelle di prima grandezza. Spagna e Inghilterra paiono in crescita nel percorso evolutivo con Luis Enrique e Southgate, Portogallo e Belgio sono invece stracolmi di talento individuale. E poi c’è una Germania in clamoroso trend negativo dal 2018 a oggi, ma spesso poi capace di ritrovarsi quando serve. Ma questa Italia non può e non deve sentirsi inferiore a nessuno.