Udinese, Marino: «Musso sarà tra i primi 5 al mondo. De Paul…»

Serie A Marino
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Pierpaolo Marino, direttore dell’area tecnica dell’Udinese, ha parlato della situazione del calcio italiano e non solo: le sue parole

Il direttore dell’area tecnica dell’Udinese Marino ha parlato a Sportitalia. Le sue parole.

DONNARUMMA«Le possibilità di trattenerlo ci sono ma sono minime. Il Milan dovrà fare treading, ha una proprietà che è un fondo che deve rispondere agli investitori. Dovrà trovare la quadratura dei propri bilanci. Dico 20% le possibilità di rimanere e 80% di andar via».

MUSSO«Con noi non si è fatto nessuno vivo. Se hanno messo gli occhi addosso fanno bene, Musso è un portiere per maturità e per doti tecniche che sicuramente ha un futuro da collocare tra i primi cinque del mondo. Sarà il punto del suo arrivo nelle graduatorie mondiali dei portieri. Può emulare la carriera di Handanovic. Ha tecnica di base, esplosività e serietà che mi fanno pensare ad un giocatore che può arrivare tra i primi 5 del mondo. Sarà un top player in un ruolo inusuale per l’Argentina. Raramente ha avuto portieri di livello mondiale».

DE PAUL«Inutile che vi spieghi chi sia. Io non vedo neanche un mercato estivo. Chi ci mette gli occhi addosso non sbaglia niente».

ATTACCANTI «Sono convinto che dovremo rinforzare questo settore, mi auguro che arrivino campioni perché una squadra si completa con finalizzatori totali. Lasagna, Okaka e Nestorovski hanno potenzialità di fare molti più gol di quanti ne abbiano già fatto. Se li mettessimo sul mercato troveremmo molti acquirenti».

MILIK «Mi piace molto, ha un rapporto minuti/gol straordinari e buona tecnica nei piedi. Ha qualità di sfondamento di testa e in acrobazia. È un giocatore importante. Fossi nel Napoli non lo perderei. Se il Milan lo perdesse sarebbe un gran colpo».

GATTUSO «Sono un estimatore e non mi sentirei di dire che sono contrario alla permanenza al Napoli».

RIPRESA«Non abbiamo definito una posizione. Oggi parlare di riprese e ripartenze porta in un delirio di onnipotenza. Siamo di fronte ad una situazione non programmabile. Dipende da un nemico invisibile. Non sappiamo quando riusciremo a sconfiggerlo. Il voler programmare la ripresa è sintomatico di un delirio di onnipotenza. Sono contrario agli allenamenti fantasma come l’11 di marzo, dove abbiamo dovuto portare le macchine della palestra sul campo per far lavorare i giocatori distanziati. Se poi mi dite quando cominciamo, non riesco a pensare a quando riprendiamo davvero. Inutile dire qual è la posizione, vediamo quando sconfiggeremo questo periodo. Il calcio deve ritornare come momento di festa. All’inizio di marzo dissi che non ci rendevamo conto che stavamo entrando in uno scenario apocalittico ed era inutile parlare di porte chiuse o aperte. Dopo un turno fu interrotto. La Cina è 3 mesi avanti di noi. In Cina ancora non si parla di inizio di campionato: come pensiamo noi di poter programmare un futuro del calcio?».