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Mihajlovic: «Non sono arrabbiato, a Cagliari faremo una grande partita»

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Mihajlovic: «Non sono arrabbiato, a Cagliari faremo una grande partita». Le dichiarazioni del tecnico del Bologna

Sinisa Mihajlovic presenta la gara col Cagliari in conferenza stampa.

PREPARAZIONE – «Se qualcuno pensa che io possa essere arrabbiato si sbaglia. Qualche anno fa la mia parte emotiva avrebbe prevalso su quella razionale, ma ora non è più così. Spero solo che chi ha deciso lo abbia fatto in buona fede, pensando che il Covid non riguardi i calciatori ma solo le persone normali, o pensando che il pubblico che va allo stadio è diverso da quello che va a teatro. Ormai però è tutto fatto e questo non dev’essere una scusa per noi. Il gruppo è meraviglioso, hanno dimostrato le loro qualità umane, anche in periodi più duri e difficili rispetto a quest’ultimo. Faremo quello che dobbiamo fare. Purtroppo sono risultati positivi alcuni giocatori della primavera che dovevano venire con noi, ma sono risultato positivi anche loro. Sono sereno e fiducioso, andiamo à per fare quello che dobbiamo fare. Sono convinto che faremo in una grande partita».

CAGLIARI – «Avremo di fronte una squadra che vorrà fare punti, per loro è una sfida importante, ma anche noi vogliamo fare bene per guadagnare punti e rimanere vicino al nostro obiettivo. Quattro anni fa eravamo noi a giocarci la salvezza e sappiamo come si sente il Cagliari ora. Dico ai ragazzi di stare sereni ed essere fiduciosi».

MERCATO – «Mi aspetto che domani ci sia un bel sole, che non ci siano altri positivi e che possiamo giocare tranquillamente la nostra partita».

ASSENTI – «Dobbiamo fare la conta. Dominguez e Viola hanno recuperato, Sansone e Soumaoro non ci saranno perché non hanno il green pass”, ha detto Mihajlovic che non avrà a disposizione nemmeno i positivi Hickey, Medel, Molla, Vignato e Santander, oltre ad alcuni giocatori della Primavera come Amey, Bartha e Urbanski. “Se qualcuno pensa che io possa essere arrabbiato si sbaglia – ha detto -. Qualche anno fa la mia parte emotiva avrebbe prevalso su quella razionale, ma ora non è più così. Spero solo che chi ha deciso lo abbia fatto in buona fede, pensando che il Covid non riguardi i calciatori ma solo le persone normali, o pensando che il pubblico che va allo stadio è diverso da quello che va a teatro. Ormai però è tutto fatto e questo non dev’essere una scusa per noi».