Montella e Donnarumma, un passato in comune: perché l’allenatore ha a cuore il suo portiere

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Proviamo a capire il perché della visita personale di Vincenzo Montella a casa Donnarumma in Campania. Quando il passato può insegnare e si va oltre i soldi…

Dietro alla visita di Vincenzo Montella alla famiglia Donnarumma a Castellammare di Stabia, ci potrebbe essere un motivo ben preciso, che per una volta va aldilà del mero incontro di mercato. Può averne fatto una questione umana il tecnico dei rossoneri, conterraneo di Gigio e legato a doppio filo alla sua esperienza da un passato molto simile: entrambi partiti dai loro paesi natali adolescenti, con una valigia piena di sogni e speranze, ma lontano dalle proprie famiglie e dagli amici, e trapiantati al Nord, ad imparare a diventare grandi da soli e a fare scelte di vita oltre che di carriera. Montella per andare all’Empoli (che lo notò e lo selezionò per il proprio vivaio), Donnarumma, com’è noto, per andare al Milan. Impressionante la minima differenza d’età tra i due all’epoca: rispettivamente 12 e 14 anni. Un allenatore che citofona al campanello del papà del portiere della sua squadra, non è cosa che siamo abituati veder fare nel calcio professionistico dominato da entourage di procuratori, legali e uffici stampa a curare i rapporti dei diretti interessati.

Ma questa è una storia particolare, in comune, non solo di lavoro ma tra due uomini, che ha avvicinato sicuramente molto i sentimenti dell’Aeroplanino a quelli del portiere che conosce da un anno e non vorrebbe perdere. Una distensione cercata col cuore, per simpatia verso il ragazzo più che per altro, che va a stagliarsi in mezzo al mare di discorsi sentiti in questi giorni riguardo soldi e contratti. Si può pensare che sia anche per questo che l’allenatore milanista ha deciso di dedicare un intero pomeriggio della sua vacanza per incontrarsi e parlare con la famiglia del classe ’99: per far sentire loro la comprensione del Montella uomo prima che tecnico, di un padre che sa cosa significhi volere il bene di un figlio, di un conterraneo che sa quanto siano importanti le radici famigliari per tutti, calciatori compresi. E Montella con la sua missione, ieri, è andato alle radici del caso Donnarumma. Solo così si può ricostruire un rapporto in maniera sana, e, perché no, anche più forte di prima.