Montella è sereno: «Li ispira fiducia. Orgoglioso del Milan»

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© foto Vincenzo Montella

Il Milan punta l’Europa League e Vincenzo Montella si dice soddisfatto della stagione finora. Il tecnico ha parlato del suo futuro e anche della nuova dirigenza: le ultime

Vincenzo Montella ha ricevuto la fiducia di Marco Fassone e continuerà a guidare il Milan in futuro, adesso però è tempo di pensare al presente e a un’Europa da centrare. Nelle prime partite della nuova gestione societaria però il Diavolo ancora non ha vinto e ha fatto suoi solamente due punti in due gare piuttosto abbordabili, secondo il tecnico il forte cambiamento in seno al Milan ha significato qualcosa a livello di inconscio anche nei giocatori. Da gennaio non sente Berlusconi e dice anche di non essersi mai permesso di chiamarlo, visto che il suo contatto era Galliani. E adesso, con la nuova proprietà? «La società sta facendo tutto nella massima accortezza, non è mai cambiato alcun equilibrio. Yonghong Li e Han Li mi ispirano fiducia e io sono sereno» afferma il tecnico. Un girone dopo il Milan è passato dal secondo posto al sesto, Montella è dell’idea che la classifica rispecchi appieno il valore della squadra e che il vero obiettivo ora sia tornare in Europa.

Montella vuole il Milan in Europa

Per poter chiudere la pratica UEL il Milan dovrà fare punti contro Roma e Atalanta dopo aver faticato molto con Empoli e Crotone: «In queste occasioni serve più spensieratezza. Sono contento però di aver creato basi per il futuro e aver dato al Milan un’identità italiana, sono orgoglioso». Montella fa mea culpa per quanto riguarda l’attacco del club, non è riuscito a rendere la fase offensiva così buona come nelle sue precedenti esperienze e dice di essersi concentrato soprattutto sulla difesa. Afferma di aver provato a dare un modello di gioco vincente alla squadra e sul futuro un po’ nicchia: «Sono concentrato sul presente, sull’accesso in Europa League. Per tornare il grande Milan servono organizzazione, intuito e risultati. Con pochi innesti si potrebbe fare ancora meglio». I soldi possono anche non essere fondamentali nell’ottica dell’Aeroplanino, che ora affronta la Roma ma non ha il rimpianto di essere stato confermato alla guida dei giallorossi. A Il Corriere dello Sport Montella chiude con una battuta su un giocatore romanista accostato al Milan: «Dzeko? La storia parla per lui, ma io sono più orientato verso gli attaccanti piccoli perché sono più furbi».