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Editoriale

Bentornato Mourinho, che lo show (mediatico) abbia inizio

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Fedele al suo stile, Mourinho si è presentato alla Roma dimostrando di essere ancora un numero uno a livello mediatico: lo sarà anche sul campo?

Dal pianto di Madrid al sorriso di Roma, José Mourinho ha ritrovato il calcio italiano a distanza di 11 anni. Correva infatti la magica notte del 22 maggio 2010, quella dello storico Triplete con l’Inter che però coincise con il momento dell’addio. Nel giorno della conferenza stampa di presentazione della sua nuova avventura professionale, lo Special One ha immediatamente ricordato a tutti di che pasta è fatto.

Tredici anni fa esordì a Milano con un iconico “Non sono pirla” ad anticipare un rapporto con microfoni e giornalisti da stella di Hollywood. E lo splendido cinquattottenne di Setubal ha subito fatto capire di non aver perso lo smalto dei bei tempi. Gag, battutine e risate a sfoderare il meglio del suo carnet, sempre con quello sguardo un po’ piacione che l’ha reso indimenticabile non solo fra le tifose interiste.

Chi si aspettava qualche frecciatina ben assestata non è rimasto deluso, obiettivo principale il tecnico campione d’Italia in carica, Antonio Conte: «Lo paragonano a me? Ci sono allenatori nella storia dei club che non si devono paragonare mai, ok? A Roma non puoi fare paragoni con Nils Liedholm o Fabio Capello. All’Inter non devi fare paragoni con me o Helenio Herrera. Non puoi paragonare». Uno a zero e palla al centro.

E che dire della stoccata al suo vecchio amore nerazzurro: «I titoli arriveranno, la proprietà vuole arrivare lì e restarci. Facile vincere e poi magari non avere i soldi per gli stipendi». Due a zero e tutti a casa.

Insomma, Mourinho non ha dimenticato come si fa ad accalappiare fiducia e calore. Ora però dovrà soprattutto dimostrare ai tifosi romanisti, che lo hanno accolto pochi giorni fa come un vero eroe, di essere ancora un grandissimo allenatore. Perché tra Manchester United e Tottenham la bacheca è rimasta piuttosto scarna di trofei e soddisfazioni: Europa League, Coppa di Lega e Community Shield con i Red Devils, “zero tituli” con gli Spurs. Avrà bisogno di tempo, ma a chi gli ha chiesto come immagina la Roma tra 3 anni ha candidamente risposto: “Festeggiando”. Bentornato José.

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