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Presidenza FIGC, è corsa a due per il post Gravina: da Malagò ad Abete, ecco da chi sono appoggiati

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Malagò Abete

Presidenza FIGC, è corsa a due per il post Gravina: da Malagò ad Abete, ecco da chi appoggia le rispettive candidature

La corsa alla presidenza della FIGC è ormai ufficialmente partita e, al momento, i due nomi che emergono con più forza sono quelli di Giovanni Malagò e Giancarlo Abete. La prima mossa l’ha fatta la Lega Serie A, che ha indicato Malagò come proprio candidato per le elezioni federali del 22 giugno. In assemblea sono stati 18 i club a firmare il sostegno all’ex presidente del CONI. La Gazzetta dello Sport aggiunge però che, dopo l’assemblea, anche il Verona avrebbe sciolto le riserve, portando il consenso potenziale a 19 club su 20. L’unica società rimasta fuori sarebbe dunque la Lazio di Claudio Lotito.

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FIGC, il sostegno della Serie A rafforza Malagò ma non chiude la partita

Il mandato della Serie A rappresenta un passaggio politico molto pesante, anche perché arriva da una componente spesso divisa su quasi tutto. Lo stesso Malagò ha accolto con soddisfazione il sostegno ricevuto, definendolo un segnale importante prima di avviare il confronto con le altre aree del calcio italiano. Sul fronte opposto, però, la giornata ha registrato anche la discesa in campo di Giancarlo Abete, presidente della Lega Nazionale Dilettanti, che ha annunciato l’intenzione di chiedere ai propri organismi un’investitura formale per candidarsi. La sua lettura è chiara: prima dei nomi, secondo Abete, sarebbe stato più corretto discutere contenuti e programmi comuni. Da qui la scelta di entrare nella partita, pur dichiarando di non voler necessariamente essere il candidato unico di tutto il sistema.

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Nei prossimi giorni si capirà se la sfida resterà un duello tra Malagò e Abete oppure se emergeranno altri nomi prima della scadenza del 13 maggio, termine ultimo per formalizzare le candidature. Per ora questo scenario viene considerato poco probabile. La sensazione è che la Serie A abbia voluto rompere gli indugi per orientare subito il dibattito, mentre la LND vuole riequilibrare il confronto e riportarlo su basi più ampie. Il primo round, dunque, è stato vinto da Malagò sul piano del consenso dei club di vertice. Il secondo, però, si giocherà nel rapporto con tutte le altre componenti federali, dove i numeri e gli equilibri saranno molto diversi.

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