Ripresa Serie A, Zaccheroni: «Una forzatura». Zambrotta: «Sarà come un Mondiale o Europeo»

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La Gazzetta dello Sport ha sentito il parere di cinque esperti per la ripresa della Serie A: ecco le parole di Zaccheroni e Zambrotta

Cinque esperti (allenatore, giocatore, medico, dirigente e preparatore) per parlare della ripresa della Serie A. Ecco le parole di Gianluca Zambrotta e Alberto Zaccheroni alla Gazzetta.

ZACCHERONI – «Le squadre devono lavorare sempre in base agli obiettivi. Coppa d’Asia e Mondiale, per esempio, li ho preparati come se fossero una stagione vera e propria, giocando le amichevoli. Adesso i club di Serie A non hanno la possibilità di fare le “verifiche”: l’allenamento va bene, però poi è la partita che ti dà il maggior numero di indicazioni. Secondo me questa ripresa è una grande forzatura, i giocatori sono in uno stato mentale anomalo come tutti: io non devo giocare né allenare ma mi sento diverso, il virus ha cambiato le nostre abitudini. Nel nostro mestiere abbiamo solitamente poco tempo di pensare al resto, ma nulla sarà come prima per un po’ di tempo. In questi mesi di ripresa non si potrà caricare troppo: se fossi in panchina cercherei di rimettere ordine nella squadra, di raggiungere al più presto quella brillantezza fisica che serve per giocare tante partite in pochi giorni. Si dovrà sempre lavorare sulle distanze corte, nel breve, usando tanto la palla. Sarà importante per i calciatori recuperare mentalmente: i rischi di infortunio con questa tensione emotiva sono molto alti.Io avrei riorganizzato la stagione focalizzandoci su Europeo e Mondiale, pensando in lungo, su un anno e mezzo, anche per favorire la nostra Nazionale. Abbiamo talenti, giocatori competitivi, una squadra nel pieno delle forze: finire la stagione è importante ma si poteva ricominciare più avanti, dando tempo ai giocatori di recuperare meglio».

ZAMBROTTA – «Per chi ha già giocato Mondiali ed Europei alla ripresa ci sarà un piccolo vantaggio: chi viene convocato finisce il campionato, poi dopo 7-10 giorni e magari nemmeno quelli riparte per la nazionale e va in ritiro, che dura 50 giorni se si va lontano. Chi ha calciatori abituati a questi ritmi forse dal punto di vista mentale starà meglio. Noi al Mondiale venivamo da un’esperienza negativa come Calciopoli, molti si volevano lasciare alle spalle quei problemi, pensavamo solo a “chiuderci” e stare tutti insieme. Questo ci ha permesso di raggrupparci come compagni e come amici e ci ha dato la forza di andare avanti sino alla fine. Il calendario della ripresa è fittissimo. Sarà difficile fare una programmazione: nella mia esperienza prima da giocatore e poi da allenatore so che servono come minimo4settimane per tornare al livello ottimo di preparazione: bisogna lavorare con gradualità, gestire bene il recupero è fondamentale. I giocatori devono prendere in modo serio la situazione, essere disciplinati e seguire tutte le regole che verranno date per tenere la salute sotto controllo. Il fisico e la testa saranno decisivi: non si sono mai affrontate tante partite in così poco tempo, soprattutto avvicinandosi al caldo dell’estate. Può essere positivo il fatto che se perdi una partita dopo tre giorni puoi subito rifarti. Io quando perdevo cercavo di fare il possibile per migliorarmi tra una partita e l’altra: arrivavo più attento e più pronto. Stare sempre concentrato, sul pezzo, può aiutare. È passato tanto tempo dallo stop: la voglia di riprendere a mille è tanta, c’è grande entusiasmo: anche a livello mentale questo è un bene. Uno degli aspetti negativi potrà essere non avere gli stadi pieni. Il tifo ti genera sensazioni positive, non potere avere il pubblico può portare a non dare le stesse cose in campo».