Roma, il segnale vincente è trattenere Alisson

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Dopo gli acquisti è il turno di una cessione pesante? La Roma però deve trattenere Alisson, ecco le ragioni

All’ombra del Colosseo sono già sbarcati Ivan Marcano, Bryan Cristante, Ante Coric e nella giornata di ieri Justin Kluivert: il direttore sportivo Monchi ha bruciato i tempi per edificare la Roma che verrà. Con il solito marchio della casa: investire sui più credibili giovani in circolazione per costruire una squadra forte nel presente e straordinaria nel futuro. Un roster di calciatori affidabile che permetta all’allenatore Eusebio Di Francesco di variare con qualità i propri effettivi, di competere strutturalmente sui due fronti della stagione. Con l’obiettivo, mai nascosto, di migliorare i risultati dell’ultimo campionato e colmare il pesante gap emerso rispetto alle prime due forze della Serie A, ossia Juventus e Napoli. Protagonista assoluto dell’ultima stagione giallorossa è stato Alisson: i miracoli del portiere brasiliano hanno tenuto in vita la Roma, attutendone i difetti in più di un’occasione. Cruciale, decisivo in ogni piega dell’annata, il suo nome oggi rimbalza sulle primissime pagine di calciomercato di mezzo mondo.

Alisson, la situazione di calciomercato

Dopo la stagione di ambientamento alle spalle di Szczesny, o meglio al suo lato considerando che il portiere brasiliano è stato il titolare della Roma di Spalletti nelle coppe, è insindacabilmente giunto il suo termine: affiancamento terminato, Alisson si è preso i pali della Roma in pianta stabile. Ed ha risposto con un’annata strepitosa, straordinaria in ogni suo elemento: interventi da top player assoluto nel ruolo, capacità di incidere nei momenti chiave delle competizioni, personalità che si attesta a determinati livelli oltre ogni ragionevole dubbio. Peraltro classe 1992, dunque con una vita davanti. Senza girarci troppo intorno: Alisson oggi è il portiere perfetto. Alla descrizione già svolta aggiunge statura e fame: il brasiliano non ha ancora vinto nulla e, tenuto conto del suo valore intrinseco, vorrà farlo molto presto. Il problema, come spesso accade in tali situazioni, è che se ne sono accorti anche gli altri: la concorrenza internazionale si è annidata sul nome di Alisson, i club attualmente alla ricerca di un portiere – Real Madrid e Liverpool su tutti, le due finalisti della recente edizione della Champions League – sono disposti a spingersi fino a cifre altissime pur di garantirsene le prestazioni. Il valore di mercato di Alisson sfora i settanta milioni di euro, cifra che non sembra spaventare i top club interessati. In passato anche il Napoli, tuttora alla ricerca di un portiere a cui affidare l’eredità di Reina, si era interessato al portiere della Roma, ma i tempi per intavolare una trattativa non erano maturi. Oltre alla circostanza per cui la Roma, giocoforza, preferirebbe eventualmente cedere il suo portiere all’estero per non rinforzare una diretta concorrente sul palcoscenico interno.

La volontà di Alisson

Sono arrivate recentemente le dichiarazioni del portiere del Brasile, proprio dal ritiro della sua nazionale, impegnata a preparare al meglio un Mondiale che la vede favorita assoluta della kermesse. Non si scherza dunque, nulla è lasciato al caso, basta vedere quanto è accaduto negli ultimi mesi con la vicenda legata all’infortunio di Neymar. Nulla è lasciato al caso perché nulla può essere lasciato al caso. Alisson ha dichiarato di trovarsi bene alla Roma, club a cui è legato da un contratto (frasi di rito insomma), ma di auspicare la risoluzione del suo futuro prima dello start di Russia 2018. Perché da quel momento non ci sarà tempo e modo per pensare ad altro. Considerazione che di per sé apre ad un futuro lontano dalla capitale. Altrimenti non ci sarebbe stata ragione per sperare in una risoluzione del futuro, se tale futuro era stato già determinato. La sensazione che le sue parole lasciano in eredità sono le seguenti: a Roma si trova bene ed è convinto della bontà del progetto che la società sta attuando in questi anni, con la sua figura ovviamente centrale. Alisson però sa anche di aver disputato una stagione straordinaria, eccellente, e che il treno che sta passando può senz’altro manifestarsi ancora, ma ora è caldo come mai. La tentazione dunque è forte, almeno quanto i corteggiamenti che sta ricevendo, ma la Roma gli garantisce un progetto in costante proiezione di crescita.

Roma, il segnale vincente

Ripercorriamo le ultime estati di calciomercato della Roma: ceduti i vari Benatia, Marquinhos, Pjanic, Salah. E non vogliamo aggiungere al gruppo Romagnoli e Lamela. In altre parole: la Roma ha sempre venduto i suoi migliori calciatori. Circostanza che va ben oltre l’indebolimento dell’organico: la questione è inerente al segnale che si lancia. Cedere i calciatori più valorosi lascia in eredità un segnale di debolezza, sintomatico di una crescita progettuale che puntualmente si interrompe sul più bello. Si avvita su sé stessa in nome di un equilibrio finanziario che potrebbe e dovrebbe essere perseguito con altre strade, non sempre aprioristicamente con la cessione dei pezzi pregiati della propria bottega. La storia si ripropone oggi nelle stesse pieghe: la Roma ha già acquistato quattro calciatori di livello, investendo una sessantina di milioni di euro sul rafforzamento del proprio organico. E tutti si aspettano una cessione per compensare, o perché no per finanziare le prossime operazioni in entrata. Con Berardi in pole position su tutti gli altri. La grande differenza però è data dalla recente quanto brillante Champions League disputata: la Roma, grazie alla clamorosa semifinale raggiunta con tanto di eliminazione del Barcellona di Messi, ha incassato una cifra che si aggira intorno ai novanta milioni di euro. Casse piene dunque, la conseguenza è di quelle felici: si può guardare avanti senza cedere i calciatori più rappresentativi. Schiera di cui Alisson ovviamente fa parte. La sua cessione sarebbe una scelta. Una scelta, lasciatecelo dire, piuttosto incomprensibile.