Roma, secondo posto e Monchi: ideale come Sabatini

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La Roma passa agevolmente a Pescara e mette le mani sul secondo posto della classifica di Serie A

Roma a valanga contro un Pescara oggettivamente inappropriato alla massima serie calcistica italiana: fattore certificato dall’immediato ritorno in Serie B, retrocessione che arriva addirittura con cinque turni di anticipo sul finale di campionato. Di una difesa così larga non potevano non approfittare le frecce giallorosse: per attaccanti delle caratteristiche di Salah ed El Shaarawy risulta fin troppo agevole aggredire gli enormi spazi lasciati da un Pescara senza capo né coda, i gol sono stati quattro – Strootman, Nainggolan e due volte Salah – ma nessuno si sarebbe stupito se fossero risultati il doppio.

Roma vs Napoli: la sfida per il secondo posto

Vittoria tanto prevedibile quanto importante nel peso della stagione della Roma: gli uomini di Spalletti approfittano del passo falso subito dal Napoli sul campo del Sassuolo e si riportano a quattro lunghezze di distanza sui partenopei, gap che nella sostanza vale cinque punti reali, considerato il vantaggio acquisito negli scontri diretti sugli uomini di Sarri. Che dunque sarebbero costretti a recuperare cinque punti in altrettante gare di campionato: un divario che elegge la Roma come favorita assoluta in questa cruciale contesa. Sì, perché tra secondo e terzo posto c’è di mezzo un mare: non tanto per la difficoltà nel superare il playoff di agosto, lo step che spetta alla terza classificata per accedere alla prossima edizione della Champions League, quanto per la differenza nella programmazione della prossima stagione. Si parte prima con gli allenamenti, si procede dopo con la campagna acquisti: tutto invertito. Basta del resto ricordare l’ultima stagione in cui il Napoli si è dovuto confrontare con questa fattispecie: ha atteso l’esito del doppio confronto con l’Athletic Bilbao per procedere agli innesti tanto attesi, salvo poi perdere il playoff e restare al palo anche in termini di calciomercato.

Roma o Napoli: il calendario

In tanti hanno insistito sulla circostanza per cui il calendario finale del Napoli fosse decisamente più agevole rispetto a quello atteso dalla Roma: vero fino ad un certo punto. I giallorossi stanno per affrontare un trittico di una certa levatura: il derby capitolino che per natura fa storia a sé, la trasferta sul campo del Milan in piena lotta per un posto in Europa League e dunque per il suo ritorno nel calcio internazionale, infine la Juventus capolista. La difficoltà di questo crocevia è fondamentalmente attutita proprio da quest’ultima gara: attualmente la banda Allegri vanta un distacco sulla Roma di ben otto punti, difficile pensare che alla vigilia della sfida sarà inferiore, più agevole ipotizzare sia superiore. Ma poniamo la condizione che resti invariato: con otto punti di vantaggio (e tre gare al termine del campionato) e con la testa alla Champions League, siamo certi che la Juventus giocherà alla morte questo tipo di partita? E poi le considerazioni sul calendario del Napoli: è davvero così banale? Le trasferte sui campi di Inter e Torino sono da valutare come pratiche facilmente sbrigabili? La convinzione è unica: la Roma ha ampiamente il destino tra le sue mani e soltanto un suicidio sportivo potrebbe costarle il secondo posto.

Monchi e la programmazione

Non casualmente è arrivato ieri l’annuncio del nuovo direttore sportivo: è come ampiamente preventivato Ramòn Rodrìguez Verdejo, più noto come Monchi. L’abilità: attingere le migliori risorse dal settore giovanile o trovare calciatori in giro per il mondo, che siano giovani e di livello assoluto ma non ancora nel mirino delle big, per poi valorizzarli, renderli protagonisti dei propri successi – nel limite delle dimensioni, nel nostro caso, spettanti al Siviglia, limiti decisamente superati peraltro – e poi rivenderli a cifre superiori. Plusvalenze dunque non fini a sé stesse ma atte a tenere alte le ambizioni di un club di elevata ma non primissima levatura: Monchi sembra fare al caso di questa Roma. Come del resto lo era per caratteristiche intrinseche Walter Sabatini, presto (o non presto, fate voi) fagocitato dalla piazza. Impensabile – come invece già sta accadendo – procedere a prime previsioni sul sentiero che intraprenderà il lavoro del dirigente spagnolo: parole che oggi lasciano il tempo che trovano. Lo ha detto ieri Luciano Spalletti: dobbiamo ancora vederci e parlare. Per programmare il futuro, per sceglierlo insieme, s’intende. Insieme? Una riserva che l’allenatore di Certaldo fatica a sciogliere, tra netti passi indietro e timide aperture qua e là. Una riserva però che rappresenta inevitabilmente la chiave del futuro giallorosso: la programmazione, che con ogni probabilità può essere intrapresa con l’anticipo che garantisce la conquista del secondo posto (invece del terzo), va assolutamente concordata con l’allenatore che verrà. Chiunque esso sia. Ed allora, con la nomina della prossima guida tecnica, ecco che avremmo gli elementi per tracciare i primi passi di quel che sarà: Monchi negli ultimi anni ha lavorato a stretto contatto con Emery, massimizzando le risorse per fornire al tecnico calciatori a lui funzionali, senza uscire dal seminato in nome di poco utili espressioni personali. Ma i passettini di Spalletti in tal senso rallentano: a meno che tutto non sia già deciso.