Sassuolo, Carnevali: «Squinzi un esempio, per me un secondo padre»

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Carnevali, il ds del Sassuolo parla degli obiettivi dei neroverdi e anche della perdita del patron Squinzi

Il direttore sportivo del Sassuolo Carnevali ha rilasciato una lunga intervista sulle pagine de il Corriere dello Sport. Ecco le sue parole.

SENSI – «Quando sono stato a Barcellona per la trattativa Marlon, uno dei dirigenti del Barcellona mi ha chiesto informazioni proprio su Sensi. Lo conoscevano e lo seguivano anche loro, ma l’Inter è stata più rapida. Abbiamo chiuso l’affare di venerdì, al termine di una riunione lampo nella sede nerazzurra alla quale ha partecipato anche Conte. Il lunedì succesivo avrei avuto un appuntamento importante con un club straniero».

SQUINZI – «Non avere più in società il dottore è una perdita incredibile perché lui ha sempre trasmesso a tutti noi il coraggio, l’entusiasmo e la volontà di crescere e di migliorarci. I ragazzi hanno risentito di questa perdita. Io ho perso una persona straordinaria, un maestro. Non era solo un datore di lavoro, ma un esempio, un secondo padre». 

DE ZERBI – «Dico di sì e allargo il concetto a tutti i tecnici che sono attualmente in Serie A. De Zerbi è il più giovane tecnico della Serie A, un allenatore che diventerà importante: ama il bel calcio e ha qualcosa di diverso dagli altri. Deve solo avere un po’ di tempo per acquisire esperienza».

ZAPATA – «Ogni volta che batteva l’Inter metteva una targa nel suo ufficio. Lo faceva soprattutto perché durante la scalata del Sassuolo dalla C alla A parlava sempre del suo desiderio di sconfiggere l’Inter a San Siro. Per Duvan Zapata, con il Napoli avevamo una trattativa avviata, ma il giocatore preferì la Sampdoria. Su di lui eravamo arrivati primi anche quando è sbarcato in Italia: mancava solo la firma sul contratto e se non si fosse inserito il Napoli..».