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Calcio Femminile

Serie A femminile: si conclude il 2020, ecco il punto su tutte le squadre

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Serie A femminile: si conclude così l’anno 2020, con una giornata ancora da disputare per concludere il girone di andata. Juventus regina, il Milan…

Si è concluso da poco il 2020 sui campi di calcio della Serie A femminile. Un anno da incorniciare per la Juventus, campione d’Italia e al comando della classifica in questa nuova stagione, frutto di 10 vittorie consecutive su altrettante sfide in campionato. Un anno perfetto, con una piccola pennellata di grigio sul fronte Champions League: le ragazze di Rita Guarino sono state eliminate pochi giorni fa dal Lione campione d’Europa in carica.

Si candida per un posto nella reggia anche il Milan di Maurizio Ganz, che ha dovuto rimandare l’appuntamento secondo posto in questa stagione, beffato dal Covid nella scorsa annata per differenza reti sulla Fiorentina. Una squadra, quella rossonera, che ha perso una sola volta (proprio contro la Vecchia Signora), eguagliando il primo record di punti dalla sua nascita (2018), 27 punti su 30 disponibili e miglior difesa della massima serie italiana. Un team guidato dall’esperienza di Veronica Boquete, entrata immediatamente negli schemi tattici del tecnico friulano e pronta a dare una man forte per raggiungere gli obiettivi prefissati dal club.

Una sorpresa-certezza di questo 2020 è il Sassuolo di Giampiero Piovani, cresciuto in maniera esponenziale nel giro di 365 giorni: dal sesto al terzo posto in classifica. Un progetto quello neroverde decisamente lucido e promettente, ricco di bel gioco, pronto a dare battaglia al Diavolo sino alla fine per un posto in Europa.

Esistono anche sorprese inaspettate: è il caso dell’Empoli di Alessandro Spugna, sorprendentemente quarto, con una squadra giovane e ben strutturata. Giova del secondo miglior attacco della Serie A con 24 gol all’attivo e cinque vittorie, due pareggi e sole tre sconfitte rispettivamente con Juventus, Milan e Florentia. Un pregio che occorrerà tener stretto anche nel girone di ritorno. I numeri per una salvezza più che tranquilla sono già stati scritti.

In questo torneo non mancano le altalene, si sta parlando ovviamente di Inter e Fiorentina: due squadre che sulla carta hanno qualità diverse, ma che stanno attraversando momenti simili. Le nerazzurre, quando sembrerebbero vicine ad alzare l’asticella, cadono in continuazione: il team di Sorbi non è ancora riuscito a realizzare due vittorie consecutive sul campo in questa annata 2020/2021, l’ultima volta la scorsa stagione, più precisamente tra la dodicesima e tredicesima giornata (0-3 a Verona e 3-0 in casa contro l’Empoli), si parla addirittura di gennaio. La Viola, invece, sta vivendo un momento magico in UWCL con la conquista degli ottavi di finale (eliminato lo Slavia Praga), ma allo stesso tempo un caos totale in campionato: quinta posizione a 13 punti dalla seconda, con sole quattro vittorie su dieci match.

Ad ogni modo sarebbe da pazzi dire che la stagione della Fiorentina è uno scempio totale. Sicuramente un pensiero su tale termine potremmo farlo con la Roma di Betty Bavagnoli, vera protagonista in negativo di questa competizione. Crisi d’identità cronica, frutto di un quarto posto nel 2019/2020, anch’esso non propriamente eccezionale, visti gli obiettivi e i bisbigli all’inizio della passata stagione e un’attuale settima posizione con differenza reti (-1), frutto di appena 3 vittorie in dieci partite: serve invertire la rotta al più presto, sempre che la bussola funzioni correttamente e su questo occorrerebbe fare diverse riflessioni anche in ottica mercato.

La stabilità serve come il pane, esempi chiari sono Florentia San Gimignano ed Hellas Verona, capaci con umiltà di brindare a questo turbolento anno con pacatezza e pochi pensieri: forse un mix di ingredienti giusti per tenere il passo senza troppi sforzi. Filosoficamente parlando: «Vincere quando occorre vincere».

Una frase che è diventata legge per il San Marino, riconosciuto a inizio anno come la Cenerentola d’Italia. Chi pensava ad «una bella vacanza presso la Riviera romagnola con tanto di aperitivo a base di Biancale» – ora, si sta letteralmente ricredendo. Dopo una ”piccola emozione” all’esordio contro Empoli e Milan, si è svegliato il monte Titano: sono 5 i punti conquistati nelle ultime quattro gare dalle ragazze di Alain Conte, l’ultima decisiva contro il Pink Bari nello scontro diretto salvezza.

Ah proposito del team pugliese, le cose non stanno andando nel verso giusto. Inizialmente, la vittoria contro il Napoli alla prima giornata, ha un po’ illuso, ma a lungo andare è uscito allo scoperto il reale potenziale delle baresi, che, ora vedono affievolire gara dopo gara le speranze di rimanere in Serie A. Due anni fa fu il fallimento di Mozzanica e Chievo Valpo Verona a trattenere il Pink Bari nella massima competizione italiana; lo scorso anno l’avvento del Covid riuscì a salvare le biancorosse e ora solo un cambiamento radicale potrà permettere al team di Cristina Mitola di modificare il proprio destino, con tanto di preghiera a San Nicola.

Se le speranze sono poche in sponda basso Adriatico, sono decisamente quasi nulle nei pressi del Vesuvio. Il Napoli pareva l’Inter rivoluzionario dello scorso anno, capace di consolidare senza troppi patemi la salvezza, invece, ne è uscito un horror insperato. Un gioco buono ma troppo lezioso, un esonero quello di Marino scontato, sostituito da Alessandro Pistolesi, che ora deve compiere un miracolo calcistico e sportivo. Di contro il futuro non prometterebbe bene e non è solo il ”sangue di San Gennaro” a testimoniarlo ma anche una rosa, che ogni mese cambia interpreti e che mentalmente non riscontra leader. Cosa serve? cinismo, cattiveria agonistica e attaccamento alla maglia e se non bastasse?