Stramaccioni: «L'Inter è conscia di poter battere chiunque giocando al massimo. Sulla Roma dico una cosa»
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Stramaccioni: «L’Inter è conscia di poter battere chiunque giocando al massimo. Sulla Roma dico una cosa»

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Stramaccioni in una lunga intervista a ‘La Gazzetta dello Sport’ ha fatto il punto sul campionato soffermandosi su Inter e Roma.

Andrea Stramaccioni, ex tecnico dell’Inter e ora opinionista DAZN, analizza ai microfoni de La Gazzetta dello Sport la sorprendente situazione in cima alla classifica di Serie A, con Inter e Roma a contendersi il primato. Un’analisi lucida che mette in risalto il valore dei due allenatori, Chivu e Gasperini, e il potenziale delle rispettive squadre.

IL PUNTO IN COMUNE TRA LE DUE SQUADRE – «In panchina: in questo primato c’è parecchio di Chivu e Gasperini. Cristian ha riportato entusiasmo, compattezza e ha arricchito uno stile di gioco ereditato integrandolo con le sue idee, ma senza mai stravolgerlo. Nella Roma l’impronta di Gasp è molto forte: i suoi principi di pressione, di intensità e verticalizzazione sono evidenti. Credo che sia l’allenatore più impattante sullo stile di gioco di una squadra negli ultimi 15 anni, dal Genoa all’Atalanta fino a questa Roma».

IL PERCHÉ DEL PRIMATO
– «Il nostro campionato ha sempre avuto un debole per i grandi numeri difensivi… La Roma ha insieme all’Arsenal la miglior difesa d’Europa, grazie a una fase di non possesso granitica e aggressiva e al contributo dei singoli: Svilar è il miglior portiere della A, Mancini sta giocando a livelli straordinari. L’Inter è l’unica italiana di vertice a trovare con continuità i gol degli attaccanti, e in un campionato in cui quasi tutti hanno il problema dei gol delle punte non è poco. E non dimentichiamo Calhanoglu, tornato a livelli spaziali e oggi capocannoniere…».

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IL VERO PUNTO DI FORZA DELL’INTER – «La dimensione internazionale. Le sfide europee degli ultimi tre anni portano un’enorme consapevolezza che rende la squadra conscia di poter battere chiunque giocando al massimo: è una forza mentale che in Italia oggi nessuno ha».

LA ROMA PUO’ CREDERE ALLO SCUDETTO – «Di certo per l’entusiasmo della piazza: è un primato inaspettato che mancava da più di un decennio e la gente sogna. Soprattutto, la squadra ha grandi margini di crescita: tutto quello che ha fatto finora lo ha praticamente ottenuto senza continuità di rendimento delle punte».

UN DUALISMO CHE DURERA’ FINO ALLA FINE
– «L’Inter si giocherà lo scudetto, nessun dubbio. Ha valori innegabili e ha aumentato la qualità del contributo della panchina con Bonny, Pio, Sucic e con Zielinski, che senza infortuni è un nuovo acquisto. A Roma c’è un entusiasmo travolgente e questo è bellissimo, ma ora la squadra non deve pensare al titolo, solo ad avere continuità per tornare tra le prime quattro: la differenza fra stare stabilmente in Champions o meno cambia il futuro, i bilanci e soprattutto l’appeal di un club a livello internazionale. E la Roma ne ha bisogno per costruire il progetto di alto livello voluto dai Friedkin».

LE MIGLIORI INSEGUITRICI – «Continuo a pensare che il Napoli abbia qualcosa in più insieme all’Inter ovviamente, ma le altre sono lì, dal Milan a Juventus e Bologna».

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