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Torino, quando Craxi fu il “presidente ombra” granata: dalla sfida agli Agnelli al tramonto di Hammamet

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Dalla ferita di Superga alla regia occulta dietro Borsano, la storia del legame tra il leader del PSI Bettino Craxi e il Torino

Esiste una narrazione che dipinge Bettino Craxi come un milanista di facciata, ma la storia, invece, rivela un legame viscerale – e quasi mistico – tra il politico e il Torino. Per il giovane Craxi, il 4 maggio 1949 non fu solo cronaca: la tragedia di Superga rappresentò il primo “vero dolore” della vita. Una ferita urente, che trasformò una squadra per molti versi “operaia” nel simbolo di una fede sportiva (e civile) mai tradita.

Negli anni Settanta, da segretario del PSI, Craxi visse lo scudetto del 1976 di Gigi Radice come una rivalsa sociale contro la Juventus degli Agnelli (simbolo per eccellenza del potere costituito). Ma è tra la fine degli anni Ottanta e i primi Novanta che pochi sanno come l’influenza di Craxi sul Torino sia diventata (tangenzialmente) operativa. Durante la presidenza di Gian Mauro Borsano – imprenditore e deputato socialista – Craxi avrebbe (o almeno così si mormorava tra i gradoni dello Stadio) agito come un “presidente ombra”. Non firmava contratti o rilasciava interviste, ma la sua regia – a detta di molti – era ovunque. Spinse per l’acquisto di Pato Aguilera, caldeggiò l’arrivo di Mondonico e sostenne politicamente quel “terzo polo” calcistico nato, anche, in contrapposizione al potere egemonico della FIAT.

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Il culmine di questa parabola fu la finale di Coppa UEFA 1992 contro l’Ajax. La celebre sedia alzata da Mondonico in segno di protesta divenne l’icona di un sogno infranto che specchiava il destino imminente di Craxi. Poco dopo, l’uragano Tangentopoli avrebbe travolto il suo sistema di potere. Negli anni dell’esilio ad Hammamet, ormai lontano dai palazzi (e dagli stadi), l’uomo che aveva guidato l’Italia amava ancora definirsi un “Toro in gabbia”, trovando un malinconico (ma dolce) rifugio nei ricordi di Mazzola e in un pallone calciato col nipote sulla sabbia tunisina.

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